Come arrivare preparati a… Joker

Dopo la clamorosa vittoria a Venezia 76 l’attesa per l’approdo nelle sale del Joker di Todd Phillips è ormai alle stelle. Il film racconterà una versione totalmente inedita delle origini del mefistofelico clown della DC Comics in quello che si preannuncia già come un indimenticabile one man show di Joaquin Phoenix in una Gotham City a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, ancora molto lontana dalla nascita di Batman. Come il regista ha più volte ribadito la trama tiene in considerazione alcuni elementi dei fumetti ma non è stata ispirata da nessuna storia in particolare, anche se il tono cupo e drammatico intravisto nei trailer sembra rimandare ad alcune delle versioni più dark del Joker apparse dalla fine degli anni ’80 in poi. Ecco allora cinque storie a fumetti (ma la scelta poteva essere ben più ampia) con il Joker come protagonista assoluto per iniziare ad entrare nelle mente perversa di uno dei più cattivi e controversi villain della storia:

1) Batman: The Killing Joke (1988)

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Se si parla di storie sul Joker è impossibile non iniziare dalla celeberrima graphic novel Batman: The Killing Joke (1988), capolavoro scritto da Alan Moore (già autore per la DC del seminale Watchmen) e magistralmente illustrato da Brian Bolland. Si tratta probabilmente della miglior storia su Joker e Batman mai scritta e senza dubbio la più influente per come conferì al mondo di Gotham un tono più serio e “adulto” che ancora oggi resta un punto di riferimento fondamentale per qualunque autore voglia approcciarsi alle avventure dell’Uomo Pipistrello. Qui è il Joker stesso, attraverso un flashback, a raccontare le sue origini e di come finì orribilmente sfigurato dopo essere caduto in una vasca piena di rifiuti tossici all’interno di un impianto chimico dove stava fuggendo da Batman (ma l’evidente inaffidabilità del narratore lascia più di un dubbio sull’attendibilità di questa versione dei fatti). In The Killing Joke il perfido clown si macchia inoltre di uno dei suoi crimini più terribili sparando a Barbara Gordon, la quale rimarrà paralizzata su una sedia a rotelle, e rapendo il commissario Gordon per tormentarlo psicologicamente e dimostrare che anche l’uomo più integro può precipitare nella follia dopo una giornata storta. L’ambiguo finale, con Batman e Joker che scoppiano a ridere istericamente dopo una barzelletta raccontata da quest’ultimo, lancia l’inquietante suggestione che i due acerrimi rivali non siano altro che l’uno l’immagine riflessa dell’altro, due maschere ugualmente mostruose e tragiche che si completano a vicenda. Un testo fondamentale anche per i Joker cinematografici di Burton e Nolan.

2) Batman: L’uomo che ride (2005)

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L’uomo che ride (testi di Ed Brubaker e disegni di Doug Mahnke) non è altro che una versione moderna e aggiornata della primissima storia sull’Uomo Pipistrello, apparsa su Batman #1 (1940) e in cui ovviamente anche il Joker fece la sua prima apparizione. Il folle clown in questo caso si rende protagonista di una serie di brutali omicidi e punta a colpire l’intera popolazione di Gotham versando un potentissimo veleno nel bacino idrico della città. Spetterà a Batman tentare di impedirglielo in un’ansiogena corsa contro il tempo. Una storia tanto lineare quanto appassionante che reimmagina il primo storico scontro tra i due eterni nemici, e il cui titolo rimanda al romanzo L’uomo che ride (1869) di Victor Hugo e al suo protagonista Gwynplaine, al quale il Joker è liberamente ispirato (fondamentale per l’iconografia del personaggio anche l’omonimo adattamento cinematografico del 1928 con Conrad Veidt).

3) Batman: Morte della famiglia (2012-13)

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Realizzata da Scott Snyder e Greg Capullo, questa saga in più volumi offre certamente una delle più intriganti rivisitazioni del Joker degli ultimi anni. L’opera, il cui titolo omaggia esplicitamente Batman: Morte in famiglia (il celebre arco narrativo del 1988 in cui Joker uccise Jason Todd, il secondo Robin), contiene riferimenti diretti ad altre storie come The Killing Joke e L’uomo che ride e di fatto segna il ritorno del Joker dopo un’assenza di oltre un anno dai fumetti della DC, che in quel periodo subirono un completo reboot con il lancio della linea editoriale denominata The New 52. Il nuovo Joker è un orribile e disgustoso zombie la cui faccia è stata rimossa chirurgicamente, probabilmente la più spaventosa versione del Clown Principe del Crimine mai realizzata. In quello che è a tutti gli effetti un racconto dalle forti tinte horror, il Joker punta a colpire gli affetti più cari del Crociato Incappucciato (Alfred, Gordon, Robin, Batgirl, Nightwing e tutti gli altri membri della cosiddetta “famiglia”) organizzando, con l’aiuto degli altri supercriminali della città, una serie di giochi sadici che hanno come fine ultimo quello di far crollare psicologicamente Batman, o meglio l’uomo dietro la maschera di Batman. Lo scontro finale, ancora una volta, sarà rivelatore sul morboso rapporto di co-dipendenza che lega due avversari che non possono – e dopotutto forse non vogliono – uccidersi.

4) Joker (2008)

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Grazie soprattutto agli strabilianti disegni di Lee Bermejo, Joker di Brian Azzarello è uno dei pochi titoli che può seriamente rivaleggiare con l’epocale The Killing Joke. Questa graphic novel, fuori da qualsiasi continuity, è infatti un angosciante viaggio nella psiche disturbata di un Joker raramente ritratto con questa profondità psicologica. La vicenda si svolge nell’arco di una sola notte ed è narrata dal punto di vista di Johnny Frost, un giovane criminale di basso rango che aiuta Joker ad evadere dal manicomio di Arkham affiancandolo nella sua missione di riprendere il controllo di Gotham e nei memorabili incontri/scontri con Killer Croc, Harley Quinn, Harvey Dent, il Pinguino e l’Enigmista. Batman farà la sua apparizione soltanto nel finale per riprendere la caccia all’eterno rivale, per una volta vista dalla prospettiva di una delle tante vittime di questo infinito scontro tra le forze del bene e del male.

5) Corsa mortale (2007)

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Per finire ecco una storia forse meno conosciuta ma particolarmente adatta a definire la crudeltà senza limiti del Joker. In sole 22 pagine, Paul Dini, uno degli sceneggiatori della serie animata anni ’90 Batman, dà vita ad un piccolo gioiello thriller-horror pubblicato sul numero 826 di Detective Comics. Siamo alla vigilia di Natale e Robin sta scappando per le vie di Gotham da un branco di criminali dopo che questi hanno distrutto la sua moto, quando improvvisamente un SUV gli si accosta accanto per prelevarlo e salvargli la vita, o almeno così sembra perché per sua sfortuna alla guida del mezzo c’è nientemeno che il Joker! Inizia così un autentico incubo per Robin, prigioniero nell’auto mentre il malvagio clown semina il panico per le strade della città investendo innocenti e terrorizzando il personale di un fast food drive-in, il tutto condito da un’improbabile conversazione sui fratelli Marx. Per salvarsi la pelle il Boy Wonder dovrà quindi giocare d’astuzia contro un uomo che gode solamente nello scatenare il caos e nell‘infliggere dolore al prossimo nel modo più creativo possibile. Una piccola perla da riscoprire e riapprezzare.

Ps: grazie a Luca Carotenuto per avermi prestato il timone della sua rubrica in questa occasione.

 

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