La casa di carta, la 3ª stagione in anteprima

La creatura di Álex Pina è finalmente tornata. La banda di rapinatori indosserà ancora una volta la maschera di Dalì nella nuova stagione, dal 19 luglio su Netflix, e cercherà di replicare il successo inaspettato delle prime due stagioni (con la vittoria del primo Emmy Award per la Spagna nel 2018).

Il 17 luglio abbiamo assistito all’anteprima di questa terza parte presso il Palazzo del Cinema Anteo a Milano. Un evento molto piacevole che ha saputo regalarci le emozioni delle prime due puntate e una cordiale chiacchierata con parte del cast. Presenti in sala: Ursula Corberò (Tokyo), Esther Acebo (Stoccolma) fino a Jaime Lorente (Denver), Miguel Herran (Rio) e Luka Peros (Marsiglia).

Un’inedita missione aspetta i membri della banda ad alcuni anni dal grande colpo alla Fábrica Nacional de Moneda y Timbre, la zecca reale spagnola a Madrid. Un ritorno quasi forzato all’azione, ma proprio per questo necessario. Verranno indagati i sensi di colpa dei suoi vari componenti che, nel frattempo, si sono evoluti, lasciando stare progressivamente quella vivacità interna primitiva e divenendo più pazienti. Questo, ad esempio, il ritratto tracciato da Ursula Corberò per la sua Tokyo. Miguel Herran ha invece deciso di parlarci di amore e delle sue conseguenze. Ostaggi delle proprie paure, cosa non si fa per amore dell’altro? Attenzione, dunque, ai rapporti personali della serie!

Il dialogo si è successivamente spostato verso il successo internazionale della serie, evidenziando quanto sia stato inaspettato. All’inizio del progetto creatori, produttori e attori pensavano di avere tra le mani una buona serie, ma occorreva volare basso. Così gli attori hanno risposto in coro:

Si era convinti del successo? In realtà Enrique Arce (Arturito, ndr) lo sapeva fin dall’inizio che sarebbe stato un successo immediato. Fin dai primi festival, Enrique continuva a ripeterci: «Se la Spagna non è preparata, il mondo lo sarà». Invece anche in Spagna è andata benissimo.

Si tratta, in effetti, della serie non in lingua inglese più vista sulla celebre piattaforma di streaming. Tale diffusione capillare ha reso la “Banda” un vero e proprio fenomeno cult: la maschera di Dalì è stata indossata durante proteste e manifestazioni di piazza (le ultime in questi giorni per sensibilizzare l’opinione pubblica sul cambiamento climatico), ma anche negli stadi.

Questa parte non se la sarebbero mai aspettata; tutto si è svolto di pari passo in maniera graduale e naturale, senza condizionamenti. Eppure, La casa di carta è riuscita a rendere tali personaggi a tal punto affascinanti da essere ammirati dal grande pubblico.

Patteggiare per i cattivi è sorprendente; tuttavia, ci si può innamorare dei ladri, anche perché, in questo caso, ogni personaggio non è una caricatura, ma un vero essere umano; al di là dell’illegalità, percepiamo che si tratta di persone con un’anima, con cui possiamo simpatizzare. E nelle prime due stagioni della serie vediamo proprio questa empatia trasformare la maschera in strumento di lotta e sopravvivenza.

Quindi la domanda più attesa: cosa ci sarà di diverso? Qualche novità? Ci risponde Miguel (Rio):

Senza spoilerare nulla, sicuramente tutto quello che si è visto, che ha coinvolto molto nelle precedenti stagioni, lo abbiamo moltiplicato e accentuato grazie agli investimenti di Netflix.

Ha poi rincarato Ursula (Tokyo):

Nella prima e nella seconda stagione, la banda si riuniva per una questione di sopravvivenza e per ottenere denaro; adesso il motivo è molto più emotivo, emozionale, più profondo. Spenderanno moltissimo per arrivare al loro obiettivo.

Grande attesa da parte del pubblico di questa serie che si sarebbe dovuta concludere dopo la prima stagione.

Ora arriva la terza. Guardatela, rigorosamente in lingua originale.

La banda è tornata!

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