L’umanità di “Sintomatologia dell’esistenza”

«Vuole sapere se ha qualcosa di grave? Non saprei…mi dia prova di autonomia e me lo dica lei: apra a caso il DSM, qui c’è un disturbo per tutti!»

Inizia così Sintomatologia dell’esistenza. Un DSM per medici e poeti spettacolo portato in scena al Teatro della Tosse dal Gruppo Teatrale Stranità. Da oltre vent’anni il laboratorio – nato dalla collaborazione del Teatro dell’Ortica e la Salute Mentale della ASL3 genovese – riunisce pazienti psichiatrici, attori professionisti, operatori socio-sanitari e volontari in un percorso che esplora la malattia mentale al di là della diagnosi medica. La realizzazione dello spettacolo è solo parte dell’esito di un percorso che dura tutto l’anno e che vede i partecipanti al laboratorio mettersi completamente in gioco portando in scena la propria esperienza e regalando al pubblico il ritratto di un’umanità autentica nelle proprie fragilità e speranze, ma anche capace di ridere di se stessa.

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La sincerità spiazzante di Sintomatologia dell’esistenza infatti non può non divertire: i continui colloqui tra la Dottoressa e i suoi pazienti ci svelano la capacità di quest’ultimi di reagire in maniera insperata di fronte alle insicurezze della propria psichiatra e di prendersi cura di lei con un inaspettato scambio di ruoli. L’ambiente del Centro di Salute Mentale viene ricostruito in maniera fortemente evocativa anche grazie al sottofondo di telefonate al centralino realizzate dagli stessi attori-pazienti: le loro voci scandiscono l’alternarsi delle scene e ci introducono in una quotidianità vivace e movimentata.

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Il Gruppo Teatrale Stranità riesce – attraverso una pluralità di voci – a dare testimonianza della malattia mentale come un mondo anzitutto umano in cui il singolo viene preso in considerazione nella propria interezza, evitando di ridurre tutto a un mero caso clinico, a una diagnosi, a una terapia. Sulla scena si perde la distinzione tra paziente, attore e operatore: ogni storia porta il vissuto di una persona in cui molto spesso riconosciamo una parte di noi stessi.

Anna Solaro, nei pani della Dottoressa, cura la regia con l’aiuto di Giancarlo Mariottini e alterna con ritmo perfetto movimentate scene corali, esibizioni canore e intensi monologhi. L’ironia di Katia lascia così posto all’ansia di Michele, agli aneddoti di Roberto, alle avances di Lorenzo e alle toccanti parole di Marco: Sintomatologia dell’esistenza è un spettacolo ironico e divertente, ma ciò non sminuisce la profondità del lavoro portato in scena che a tratti inevitabilmente commuove.

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Colpisce la bravura di tutti gli interpreti che – nella maggior parte dei casi – non hanno esperienze teatrali precedenti a quelle del Gruppo Stranità: ciascuno si mette totalmente in gioco e il risultato è davvero notevole per quanto l’impeccabilità dell’allestimento non sia certo l’unico obiettivo del lavoro del gruppo. Sintomatologia dell’esistenza è frutto di un processo lungo e complesso che porta in scena solo parte del vissuto emerso dal laboratorio e gli operatori  sanitari sono i primi a riconoscere il valore terapeutico dell’esperienza.

Il lavoro del Gruppo Stranità – testimoniato attraverso questo spettacolo – è un esempio straordinario di come il teatro sociale possa davvero essere davvero vivo, aperto e presente: Sintomatologia dell’esistenza merita indubbiamente di essere visto perché in quel DSM c’è un po’ di tutti noi.

 

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