“Razziali tutti, Ragnar!”: intervista al doppiatore Mosè Singh

Amiche e amici di Birdmen, oggi con noi c’è un ospite d’onore. Siamo lieti di presentarvi Mosè Singh, giovane ma già affermato doppiatore attivo nell’ambito televisivo, cinematografico e d’animazione, nonché voce italiana di Ivar il Senz’ossa di Vikings (Alexander Høgh Andersen) e Silver dell’anime Pokémon Generazioni (forse più noto alla nostra, di generazione, nella compianta versione oro/argento per Game Boy).

Benvenuto, Mosé, e grazie per essere qui – metaforicamente parlando – con noi di Birdmen!

Mosè: Grazie a voi per il gentile invito e l’ospitalità. Avete un ottimo gusto dell’orrido per arrivare a definirmi “ospite d’onore”. Mi hai fatto scendere una lacrima quando hai ricordato le compiante versioni oro/argento: adoravo Silver!

Tu sei doppiatore, dialoghista e traduttore, ma alle spalle hai qualche anno di formazione teatrale. Quanto influisce il tuo apprendistato da palcoscenico su un lavoro la cui resa finale è solamente vocale? Gesticoli o mimi l’azione in corso, doppiando?

Mosè: Credo che la formazione teatrale sia in qualche modo determinante nel doppiaggio. Sarebbe insensato mentire e cadere nel luogo comune del “Basta avere una bella voce, il resto si impara poi”. Saper recitare è fondamentale, si imparano tante cose sul palco, ma soprattutto si è attori a tutto tondo. Nonostante ciò il doppiaggio richiede la recitazione dal punto di vista vocale,  ma capita di tanto in tanto che mi aiuti gesticolando un po’, di modo da potermi “agevolare” riproducendo un po’ anche i movimenti (laddove possibile) dell’attore che ho davanti. Detto questo è doveroso specificare che non tutti gli attori teatrali possono essere bravi doppiatori e viceversa.


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L’articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2018 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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