“Assassinio sull’Orient Express” è colpevole (di piacere)

Il mese scorso ho assistito a un incontro tra Andrea Vitali e i suoi lettori. Mi colpì particolarmente l’intervento di uno tra il pubblico: “La ringrazio, signor Vitali, per non scrivere dei gialli, non perché il genere non mi piaccia ma perché di questi tempi ce ne sono troppi.” Ed è vero, tra libri, cinema e serie TV il mondo è ormai pieno di investigatori, poliziotti e commissari al punto da faticare a distinguerli. Come fare allora per ridare linfa a un genere che conta troppi rappresentanti e troppe rappresentazioni? La risposta secondo la 20th Century Fox è ricominciare dai classici e dalle basi che hanno definito un genere. E per farlo non hanno badato a spese, a cominciare dal regista e qui anche attore protagonista: Kenneth Branagh è probabilmente l’unico attore shakespeariano in grado di interpretare un belga che passa per francese in una super-produzione americana da lui diretta. Ne risulta un film gradevole e dalla regia appassionata con giusto qualche ingenuità a livello di sceneggiatura senza però che si tradisca mai lo spirito della prolifica scrittrice britannica.


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L’articolo è stato pubblicato il 4 dicembre 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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