Raffaele Salvaggiola: regista militante

Il film di Salvaggiola è una linea sottile. Oppure: il film di Salvaggiola (che si chiama ½, prodotto nel 2016 in collaborazione con Magnet Films) è una finestra minuscola, un taglio, una lacerazione. Ancora: il film di Salvaggiola è quella luce indefinita che dalle fessure esce e non ancora illumina, ma già abbaglia.

Fuor di metafora: ½ è un film piccolo, che esce dalle mani del suo regista con le spalle ancora da farsi, un film che non osa nemmeno contarsi uno, e, sulla scorta di Fellini (ma partendo da zero e non da otto), arriva appena alla metà.

½ è un film che prende un po’ alla sprovvista (o almeno ha fatto così con me, che l’ho trovato per caso mentre stavo alla scrivania di un dormitorio in Repubblica Ceca) per l’eloquenza adulta del suo linguaggio, mentre il corpo tecnico inciampa ancora sulla formazione del regista (esperenziale e più che amatoriale direi di grande amatore e amante) e soprattutto su un budget più che limitato, quasi inesistente.

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L’articolo è stato pubblicato il 9 settembre 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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