Juno, la dea madre della sceneggiatura

Juno (2007), sceneggiato da Diablo Cody e diretto da Jason Reitman, è uno di quei film che può iniziare soltanto col rapido susseguirsi dei frame cartonati d’una canzone country per bambini in bretelle e ciuffetto di paglia, coi denti ancora malformati. E continuare, sotto i colpi d’un dialogato tutto americano, tagliente, velocissimo e incontrollabile:

[Dialogo iniziale fra Juno e il proprietario di un market di pessima reputazione]

Rollo: Guarda, guarda MacGuff il cane investigatore! Sei tornata per un altro test.
Juno: Forse il primo era difettoso, il segno “più” sembrava una specie di “diviso” quindi resto poco convinta.
Rollo: È il terzo test oggi Mamma Orsa. L’ovulotto è pienotto, non c’è alcun dubbio.
Ragazza nel negozio: È facilissimo capirlo. Hai i capezzoli molto scuri?
Rollo: Già, magari il tuo ragazzino ha lo sperma mutante e ha fatto centro due volte.
Juno: Silenzio, vecchio bottegaio! Mi sono bevuta il mio peso in succo di frutta e adesso devo farla al volo!
Rollo: Be’, già lo sai dov’è il bagno. [Gli consegna le chiavi] Il bastoncino lo paghi quando hai finito, non credere che sia tuo solo perché l’hai marcato con la tua urina! 


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L’articolo è stato pubblicato il 30 aprile 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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