“Credoinunsolodio”, di Stefano Massini

Un inquietante senso di familiarità accompagna l’incipit di Credoinunsolodio, di Stefano Massini, un’assuefazione che non si limita alla vista dei marmi geometricamente simmetrici dei cafè un po’ rétro, ma che si espande pericolosamente fino ad includere le rovine che dominano il fondale, stridenti biancori ridotti in macerie da un’Apocalisse già vista.

Il consulente artistico del Piccolo Teatro di Milano ripercorre l’insidioso conflitto israelo-palestinese: il testo, pubblicato per la prima volta nel 2011 – all’indomani delle sollevazioni che scossero il Medio Oriente ed il Nord Africa e passate alla storia recente con la denominazione di “Primavere arabe” -, viene proposto a Milano per due stagioni di seguito, a partire dal 2015; le esplosioni sono diventate consuetudini, i veli ormai oggetto di dibattito quotidiano, mentre il conflitto in questione continua a protrarsi nel cono d’ombra di sommosse più fragorose. I numeri proiettati sullo schermo nero si inseguono affannosamente, per tornare in circolo ad un tempo che rasenta l’immobilità e la stasi: quegli eventi, che non sembrano suscettibili di cambiamento, li conosciamo già, ne sentiamo ancora parlare.

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L’articolo è stato pubblicato il 27 aprile 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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