The Drama – Esperimento sociologico per coppie prossime al matrimonio
A chi non è capitato di fantasticare su una scena del proprio quotidiano e di trasformarla in un film, rendendo i dettagli estremamente drammatici, immaginando un colpo di scena propedeutico al migliore o al peggiore scenario possibile. The Drama, il nuovo film di Kristoffer Borgli con protagonisti Zendaya e Robert Pattinson, sembra partire proprio da qui, dal presupposto che basti un piccolo dettaglio per trasformare un momento di vita quotidiana in un dramma esagerato, improbabile eppure possibile, e quindi spaventosamente verosimile.
D’altra parte, Borgli con i suoi Dream scenario e Sick of myself ci aveva già abituato a una deformazione della realtà grottesca perché esasperata, che però porta a farsi delle domande proprio perché non del tutto impossibile. Guardare i film di Borgli equivale quasi ad assistere a un esperimento sociologico, con l’obiettivo di osservare le reazioni dei personaggi davanti a degli impulsi estremi, per poterne prendere nota. Salvo poi l’inevitabilità di chiedersi «E io, cosa avrei fatto?».
The Drama, in uscita il 1° aprile nelle sale italiane con I Wonder Pictures, non fa eccezione.

Emma (Zendaya) e Charlie (Pattinson) stanno per sposarsi. Mancano pochi giorni al matrimonio quando, cenando con degli amici, si chiedono a vicenda quale sia la cosa peggiore che abbiano mai fatto. La risposta di Emma trasformerà quello che sembrava essere un gioco in una reazione a catena inarrestabile. Charlie sarà costretto a confrontarsi con la realtà e a interrogarsi sul suo matrimonio, sulla sua compagna, su quello che sia meglio o meno fare per lui, e cosa sia giusto in senso assoluto.
Un film, tre generi
L’aspetto interessante – ma anche la cifra stilistica di Borgli – è che è impossibile rinchiudere il film all’interno di un unico genere. Partendo da una premessa assurda, il segreto di Emma, si arriva ad esplorare delle dinamiche emotive incredibilmente reali e claustrofobiche, che portano ad interrogarsi sull’eticità della situazione. Diventa difficile allora capire se stiamo guardando un film romantico, una satira sociale oppure un thriller psicologico.
Anche le immagini riflettono questa triplice natura. Le inquadrature sono spesso costruite in modo da generare un senso di familiarità e tranquillità, ma il montaggio non è lineare e alterna ritmi lenti a ritmi serrati, creando sin da subito un senso di irrequietezza. In questo il film somiglia a un thriller: ogni taglio è funzionale alla generazione di incertezza, e i personaggi saltano tra il passato e il presente, cambiano, implodono ed esplodono con le loro frustrazioni.

Lo scenario di The Drama è poi altamente provocatorio – impossibile dire di più senza fare spoiler – ed è per questo che tira l’aria della satira sociale, ma rimane in fin dei conti fedele a quello che prometteva di essere, ovvero una storia d’amore. Qui si inseriscono perfettamente Zendaya e Robert Pattinson, due attori che negli ultimi anni hanno partecipato e parteciperanno a produzioni importanti e che hanno già avuto modo di dimostrare la loro versatilità.
La percezione fisica del disagio
Nel corso della première romana di The Drama, Borgli ha raccontato di aver lavorato con gli attori in modo collaborativo alla costruzione dei personaggi, che si sono evoluti a partire dal copione proprio grazie alla lettura che i singoli protagonisti sono riusciti a fare delle loro storie e intenzioni. L’alchimia è effettivamente tangibile, sia tra Pattinson e Zendaya che tra loro e Borgli, e il risultato è una percezione del disagio quasi a livello fisico, dovuta al perfetto incastro tra performance attoriali e doti registiche.

The Drama è un film che non si lascia consumare passivamente, ma costringe a un’immedesimazione attiva di chi guarda. A Kristoffer Borgli va riconosciuto il merito di riuscire a raccontare degli aspetti grotteschi in modo tanto chirurgico da renderli assolutamente verosimili nella nostra epoca, trasformando una situazione particolare in una variabile universalmente possibile.
P.S. Una nota di merito va alla campagna marketing, che regala un’esperienza immersiva ancor prima di aver visto il film. La locandina, i manifesti, i post social, simulano l’invito al matrimonio di Emma e Charlie esortando lo spettatore a una certa intimità e sviando da quella che è poi la reale trama. D’altronde A24, casa di produzione e distribuzione di The Drama, si era già fatta notare in tema di pubblicità per Marty Supreme, all’inizio di quest’anno.
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