‘San Damiano’ e la distribuzione indipendente | Nòt Film Fest 2025
La storia della distribuzione di San Damiano, documentario diretto da Gregorio Sassoli e Alejandro Cifuentes, è diventata un caso esemplare nell’ambito della distribuzione indipendente, una testimonianza di come sia possibile portare con successo un film nelle sale italiane senza l’appoggio di un distributore tradizionale. Un percorso difficile, ma vincente, raccontato da Guendalina Folador e Gaia Antonini – che, tra le altre cose, sono state le distributrici di San Damiano – durante il talk che si è tenuto nella quinta e ultima giornata del Nòt Film Fest.

San Damiano segue la storia di Damian, fuggito da un ospedale psichiatrico in Polonia e approdato a Roma, dove vive in una torre accanto alla stazione Termini. Il documentario è un’immersione nel mondo di coloro che Folador chiama “il popolo degli abissi”, un racconto in cui ci si trova a contatto con la crudeltà della vita in strada, ma anche con le sue regole, la sua violenza, la sua passione. Sicuramente un film molto forte e con un buon potenziale, ma non un titolo facile per il mercato cinematografico italiano, segnato da una ripresa lentissima che non ha ancora recuperato i livelli del 2019 e, ad eccezione di alcuni singoli casi, dalla predominanza dei grandi blockbuster.
Eppure, ad oggi San Damiano ha raggiunto oltre 50 sale, con circa 400 proiezioni, quasi 15.000 presenze e un incasso intorno agli 80.000 euro. È entrato due volte nella top 10 dei film italiani, un traguardo significativo per un’opera senza un grande distributore alle spalle. Come è successo?
Il film faticava a trovare un distributore disposto a sostenerlo. Da qui la decisione di intraprendere un percorso indipendente e di ribaltare il sistema classico: niente agenzie territoriali o altri intermediari a fare da tramite tra distributore ed esercenti, ma piuttosto l’instaurarsi di un rapporto diretto e privilegiato tra i produttori e le sale (le figure di distributore e produttore si trovano così a coincidere, Folador è accreditata anche come produttrice insieme a Sassoli).
L’idea era di poter applicare a San Damiano il modello distributivo delle grandi case di distribuzione italiane, che dopo la pandemia hanno iniziato a organizzare per i film principali dei tour con le varie maestranze, presenti in sala per saluti e presentazioni. Pertanto, quel rapporto diretto di cui abbiamo detto comprendeva la proposta di un tour nelle sale, in cui i registi avrebbero accompagnato il film con un dibattito a fine proiezione. A loro si sarebbero aggiunti ospiti di rilievo, in grado di attrarre e coinvolgere il pubblico. Inoltre, visto il tema del film, era importante creare un coinvolgimento territoriale attraverso le associazioni locali.
Dopo la première al Festival del Cinema di Roma nel 2024, il vero punto di partenza è stato il Cinema Troisi di Roma nell’aprile 2025: quattro proiezioni corredate da eventi, culminate con un sold out, che hanno creato le condizioni per convincere altre sale a credere nel progetto. Con non poca fatica e grazie a una comunicazione costante con le sale, ha preso avvio un tour nazionale, con i registi presenti in sala per dibattiti e incontri con il pubblico, affiancati da ospiti e associazioni. Altra iniziativa del tour è stata la vendita di merchandising il cui ricavato veniva devoluto in beneficenza, in particolare a uno dei protagonisti del documentario, Alessio, oggi in comunità di recupero.
Nella promozione di San Damiano è stata fondamentale la strategia comunicativa sui social, coordinata da Gaia Antonini e cominciata ben prima dell’uscita del film. Sono state aperte due pagine su Instagram e due su TikTok: una ufficiale e una parallela, Deragliati a Termini, utilizzata per pubblicare spezzoni inediti del girato. Alcuni video sono diventati virali e, con l’uscita del film, hanno portato in sala un pubblico giovane e non necessariamente cinefilo. Alla comunicazione sui social si è aggiunta anche un’attività stampa più tradizionale.

Il “metodo San Damiano” dimostra che una distribuzione indipendente di successo è possibile, ma richiede una costanza enorme: contattare direttamente (e insistentemente) le sale, creare eventi attorno alle proiezioni, alimentare un rumore di fondo continuo sui social e sulla stampa. Non basta la forza del film, serve costruire una comunità che lo accompagni.
Il prossimo passo per la distribuzione di San Damiano sarà il rilancio autunnale, previsto per il 10 ottobre, in occasione della Giornata mondiale delle persone senza fissa dimora e della Giornata mondiale della salute mentale, con una serie di proiezioni simultanee in diverse sale italiane.
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