Una giornata tra graffiti e zombie | Nòt Film Fest 2025
Con tanto di acquazzone estivo, il mio arrivo a Santarcangelo di Romagna è avvenuto il 29 agosto, nella terza giornata del Nòt Film Fest, il festival di cinema indipendente di cui Birdmen è media partner. Tra i titoli che hanno maggiormente catturato la nostra attenzione, vi proponiamo uno sguardo su quattro opere in concorso: due lungometraggi e due corti che testimoniano la vitalità e la diversità del cinema indipendente contemporaneo.
Violent Butterflies di Adolfo Dávila
In concorso nella sezione Moonwalker Feature, Violent Butterflies (Violentas Mariposas) di Adolfo Dávila ci trascina nel cuore pulsante di Città del Messico, dove Viktor, studente di filosofia di giorno e artista di notte, esprime il proprio dissenso nei confronti del sistema corrotto imprimendo nel paesaggio urbano i suoi graffiti dagli slogan rivoluzionari. L’incontro con Eva, cantante punk, accende un interesse romantico e una complicità artistica; la musica e la street art sono per loro armi di resistenza. Di fronte alla brutalità della polizia, di fronte all’ingiustizia e all’impunità, la loro protesta si tinge di rabbia. “Quando la giustizia è assente, la vendetta è un atto di fede”, scrive Viktor.

The Cowboy di Emma Rozanski
Altro lungometraggio della sezione Moonwalker Feature, The Cowboy (El Vaquero) di Emma Rozanski ci conduce invece in Colombia, all’interno di un paesaggio rurale. La storia segue una donna di nome Bernicia, la cui esistenza cambia profondamente quando una cavalla randagia entra nella sua vita e la spinge ad assumere gradualmente il ruolo del cowboy. La regista costruisce una narrazione visiva profondamente emotiva e sensoriale, dove la natura non è solo sfondo, ma soprattutto interlocutrice attiva della trasformazione interiore di Bernicia. El Vaquero è un racconto intimo sull’autodeterminazione e la riscoperta di sé, un western poetico in cui la profonda connessione con l’ambiente e le relazioni femminili emergono come elementi fondanti.

It Turns Blue di Shadi Karamroudi
Cortometraggio iraniano della sezione Moonwalker Short, It Turns Blue di Shadi Karamroudi entra con lucidità nelle dinamiche della violenza domestica. Morteza, padre divorziato, sta dipingendo di blu le pareti di una stanza. Intanto gioca con la figlia Raha, di tre anni, chiedendole di immergere le mani nella vernice e di stampare l’impronta del palmo sul muro. È un momento tenero e giocoso, ma quando la bambina getta il telefono del padre nella vernice Morteza la picchia. La violenza è implicata, non mostrata, ma il corpo di Raha ne porta i segni. Per gestire la situazione prima che la madre torni a prendere Raha, Morteza chiama la sorella Pari, la quale cerca di intervenire sui ricordi della bambina attraverso la cura e il gioco. Il blu non è solo il colore che assumono i lividi, ma anche metafora del dolore e della menzogna, di una verità che non può rimanere nascosta nonostante il tentativo di cancellarla.

Judgement of the Dead di Andrei Kashperski
In concorso nella sezione Shooting Star Shorts, Judgement of the Dead di Andrei Kashperski porta alle estreme conseguenze una legge realmente approvata in Bielorussia nel 2023, immaginando un mondo distopico e grottesco in cui i morti possono essere processati. La giudice Alexandra condanna diversi oppositori defunti, che tuttavia risorgono proprio per perseguitarla. Ne risulta una combinazione di commedia nera, horror e satira politica. Con le sue atmosfere paradossali e surreali, il film esplora l’autoritarismo e la censura nel contesto contemporaneo bielorusso.

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