Perché guardare Israelism
Un anno fa il 7 ottobre. Dopo oltre 40mila vittime palestinesi [fonte], quasi due milioni di sfollati (di cui un milione di bambini [fonte]) e una guerra regionale in corso con il Libano, ancora non si scorge neanche la parvenza di un cessate il fuoco. Proprio per capire meglio le dinamiche propagandistiche ed economiche che hanno sorretto il sionismo nell’ultimo mezzo secolo, è necessario ora più che mai guardare il docufilm Israelism, docufilm della coppia di registi Erin Axelman e Sam Eilertsen.

Impostato come un’inchiesta sulle radici storiche del sostegno americano a Israele, il film si concentra sulle vite di due ebrei americani, Simone Rimmon Zimmerman e un ex-soldato delle IDF identificato solo come “Eitan”. Nel film, non mancano poi interviste a personalità di spicco notoriamente impegnate nella lotta al sionismo come Cornel West e Noam Chomsky e a importanti figure del sionismo come l’ex direttore della Lega Anti Diffamazione (ADL) Abe Foxman. È però Zimmerman il vero motore del film. Il suo punto di vista di giovane millennial che mette in dubbio la bontà del progetto sionista e il relativo percorso di decostruzione del suo apparato ideologico è quantomai fondamentale oggigiorno anche da un punto di osservazione europeo, forse più distante e smaliziato rispetto a quello americano. Intermezzi animati accompagnano le testimonianze di Eitan sulla vita, la formazione e l’indottrinamento dei soldati dell’IDF, rendendo accessibile qualcosa che solitamente è relegato a report indipendenti.

Basterebbe l’attualità impellente per motivare la visione di Israelism, ma se non bastasse, eccovi altre ragioni:
[1] È antecedente al 7 ottobre: Israelism è stato rilasciato ufficialmente il 23 febbraio 2023. Frutto di un lungo lavoro di ricerca iniziato anni prima al fine di indagare il sionismo americano e la sua influenza nella politica americana e internazionale. Pertanto non si tratta di una risposta ai fatti del 7 ottobre, anzi di un film che, sia pure involontariamente, aiuta a capire come si è arrivati al 7 ottobre.

[2] È distribuito dalla Watermelon Pictures: la Watermelon Pictures è una neonata compagnia di distribuzione indipendente, figlia della storica MPI Media. Come si può intuire dal nome, la compagnia è impegnata nel curare e promuovere la causa palestinese attraverso il cinema. Sono già molti i film distribuiti da Watermelon Pictures (tra i quali Farha) e Israelism è uno di questi. Guardarlo, noleggiarlo, ove possibile comprarlo (in Italia è possibile al momento solo su Vimeo) e approfondire le tematiche del film è un ottimo modo per comprendere la cultura palestinese.
[3] È un gran bel documentario: il lavoro di montaggio e accompagnamento musicale e la scelta di unire girato ad animazione rendono Israelism prima di tutto una solida esperienza audiovisiva e a tratti quasi un manifesto di una generazione che unisce il lavoro accurato di ricerca alla missione di divulgazione e sensibilizzazione.

In attesa che venga anche solo parzialmente localizzato in italiano, è possibile guardare Israelism con voce e sottotitoli in inglese su Vimeo.

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