#PFF19 – Hans im Pech

English version below

Per quest’edizione Birdmen è media-partner del Pentedattilo Film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 19 al 22 settembre. Qui le nostre recensioni in anteprima. Una selezione di sei elementi della redazione comporrà la giuria per la Sezione Thriller. Leggi cosa è successo durante l’edizione precedente! 


Anni Sessanta: lo scontroso operaio Hans Himmelreich (Markus Hering) deve viaggiare lungo la Cortina di Ferro in una Cecoslovacchia profondamente comunista, per seppellire la defunta nonna Trude. Nonostante i pregiudizi, inaspettatamente trova la felicità in una provincia tedesca dei Sudeti. La sinossi non potrebbe essere più esaustiva, così come anche il titolo: Hans im Pech, Hans si trova letteralmente in difficoltà, costretto ad affrontare una serie di disavventure che lo costringeranno a rivedere seriamente la sua vita e soprattutto il suo futuro.

Schermata 2019-09-22 alle 19.18.19.png

L’inizio del cortometraggio di Rena Dumont, della durata complessiva di 30 minuti, è piuttosto eloquente – un motivetto allegro dai toni quasi comici accompagna una telefonata misteriosa «Ganz, ganz wichtig» che porterà Hans a recarsi dall’irascibile ed isterico fratello Alois (Jean Luc Bubert), direttore di un’importanze azienda nel campo della moda. Ed ecco che, dopo aver dimenticato la valigia sull’autobus, essersi imbattuto in due ubriaconi dall’aria poco raccomandabile – ma dal cuore decisamente tenero – ed essere rovinosamente caduto dal camioncino che gli stava dando un passaggio, Hans si ritroverà in ospedale ingessato da capo a piedi, dove incontrerà per la prima volta un’infermiera (Lucie Polišenská), alla quale si affezionerà.

In meno di mezz’ora ecco che la vita del nostro protagonista cambia completamente: la decisione di rimanere nella provincia tedesca lo porterà a vivere una nuova avventura in compagnia di persone che gli vogliono sinceramente bene e lo apprezzano per quello che è, senza umiliarlo.

Schermata 2019-09-22 alle 19.20.32.png

Un cortometraggio piacevole e leggero, che a tratti strappa qualche risata allo spettatore, e che al contempo sa essere profondo e ci regala un insegnamento circa la tolleranza ed il rispetto reciproco. Unica pecca l’eccessiva brevità, che costringe la regia ad accarezzare, per non dire sfiorare, le tematiche decisamente importanti sui pregiudizi e sulla difficile convivenza tra diverse nazionalità tipica degli anni Sessanta.


[English version by Serena Demichelis]

Hans im Pech by Rena Dumont

With this edition Birdmen is media-partner of Pentedattilo Film Festival, the international short movie festival held in Pentedattilo (Reggio Calabria) from Sept. 19th to Sept. 22nd. Here is the preview of our reviews. Six of our editors will form the jury of the Thriller section. Read what happened last year!

 

1960s: grumpy labourer Hans Himmelreich (Markus Hering) has to travel along the Iron Curtain in communist Czechoslovakia to bury his dead grandmother Trude. Despite prejudices, he finds unexpected happiness in a province inhabited by German Sudeten. The synopsis could not be more exhaustive, as is the title: Hans im Pech, Hans is literally in hardship, having to face a series of misadventures which will lead him to reevaluate his life and his future.

The beginning of this short by Rena Dumont, which lasts about 30 minutes, is quite telling – a mysterious phone call (“Ganz, ganz wichtig”) taking place on the notes of a semi-comical motif is the reason which brings Hans to reach for his irascible and hysterical brother Alois (Jean Luc Bubert), manager of an important firm in the field of fashion. After having forgotten his suitcase on the bus, having met a couple of good-hearted drunkards and having fallen from the truck that was giving him a lift, Hans will end up in the hospital, plastered from head to toe, and meet for the first time a nurse (Lucie Polišenská) to whom he will become very attached.

In less than half an hour the life of the protagonist changes completely: his decision to stay in the German province will lead him towards a new adventure, together with people who truly love him and appreciate him for who he is, without humiliating him.

A pleasant, light short, which is able to, at the same time, get a laugh from the viewer and teach a deep, thoughtful lesson about tolerance and respect. The only flaw is the excessive brevity of the movie, which forces the director to give very little space to themes such as the prejudices and the difficult coexistence of several national identities typical of the early Sixties.


Annunci

Rispondi