Come arrivare preparati a… Spider-Man: Un nuovo Universo

Non ha fatto ancora in tempo a uscire negli USA (14 dicembre) che Spider-Man: Into the Spider-Verse sta già macinando record. Eletto il miglior film d’animazione dell’anno dal New York Film Critics Circle e con un voto d’esordio del 100% su Rotten Tomatoes, il film scritto da Phil Lord e Christopher Miller (quelli di Piovono Polpette e Lego Movie per intenderci) promette nel peggiore dei casi di essere almeno migliore di Venom. Quello che è certo è che si tratta di una novità assoluta mai vista prima almeno per due ragioni: la prima è che viene proposto per la prima volta al cinema uno Spider-Man animato; la seconda è l’esordio cinematografico del personaggio di Miles Morales (se si esclude un timidissimo riferimento in Spider-Man: Homecoming). Ci sarebbe una terza ragione a dire il vero che merita di essere approfondita più nel dettaglio e che può sembrare ai più meno evidente: questo film potrebbe essere il punto di svolta (o il trait d’union fate voi) tra cinema e fumetto e potrebbe dare un nuovo senso alla parola cinecomic. Sì perché come si è notato già dai primi trailer, il film punta su un’animazione molto particolare, a metà tra 2D e 3D, sfumando i contorni dei vari personaggi: qualcosa che finora si è visto innumerevoli volte certo, ma appunto solo nei fumetti: da notare, ad esempio, come nelle scene dinamiche i colori dei costumi talvolta fuoriescano dai contorni chinati dei corpi, dando ancora di più la sensazione di assistere a un fumetto animato. Ancora più che in altri cinecomics quindi, la conoscenza dei fumetti di provenienza in questo caso è praticamente essenziale per capire lo sforzo artistico e grafico compiuto dalla Sony Pictures.  Incominciamo allora da:

Spider-Men (2012)

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Miniserie di cinque numeri scritta dal prolifico Brian Micheal Bendis e disegnata dalla nostra Sara Pichelli, è una serie evento per molti motivi ma il più importante è senza dubbio l’incontro epocale tra il Peter Parker della Terra 616 e Miles Morales della (fu) Terra 1610. Almeno un terzo della trama del film quindi prenderà spunto direttamente da questa miniserie. Il design della Pichelli poi, per il personaggio di Miles, è essenziale per il ripensamento della figura di Spider-Man. A un Peter Parker infatti adulto contraddistinto da una fisicità più massiccia si contrappone un Miles poco più che un ragazzino con un fisico più asciutto e longilineo. La miniserie, pur non essendo concepita da lui, si inserisce perfettamente nell’era Spider-Man di Dan Slott, da poco conclusasi anche in Italia, e caratterizzata da una molteplicità di versioni ragnesche. Una di queste è senz’altro:

Spider-Gwen (2015)

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L’idea di Spider-Gwen venne per prima al sopracitato Dan Slott, ma sarà solo Jason Latour con l’artista Robbi Rodriguez a dare forma e anima a quella che forse è la versione femminile di Spider-Man meglio riuscita di sempre. Non una semplice versione alternativa ma un vero e proprio personaggio nuovo e fresco, slegato anche dai vincoli di una presenza ingombrante come Peter Parker. Il design di Gwendolyne Maxine Stacy di Terra 65 è frutto di un’intuizione geniale che mischia sapientemente l’iconografia ragnesca con la moda giovanile più recente. Ne risulta un’icona femminile eccezionalmente carismatica e di immediata riconoscibilità. Il suo primo ciclo di storie del 2015 Most Wanted? la vede contrapposta al poliziotto Frank Castle ma in generale la vede immersa in un turbine di vicende al limite del surreale. Sebbene il culmine dell’assurdità si raggiunga nell’evento:

Ragno-Verso (2014-2015)

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Probabilmente la realizzazione di una fantasia infantile a lungo maturata, Ragno-Verso di Dan Slott è il culmine di un processo creativo iniziato nel 1998 con gli episodi 64 e 65 della serie animata di Spider-Man degli anni ’90 (Spider-Wars), continuato nel 2010 con il videogioco Spider-Man Dimensions (la cui storia è scritta dallo stesso Slott) e concretizzatosi solo nel 2015 con le matite di Oliver Coipel e Giuseppe Camuncoli. Ogni Spider-Man mai apparso in un fumetto, al cinema o in una serie animata compare in questa saga per fronteggiare la minaccia degli Eredi, una sorta di super-vampiri. A guidarli il solo e unico Peter Parker. Scritta da Dan Slott, Ragno-Verso è chiaramente il materiale di partenza principale di “Un nuovo universo (intuibile poi già dal titolo originale “Into the Spider-Verse”). Una saga chiassosa e giocattolosa, non particolarmente brillante per scrittura ma indubbiamente divertente e accattivante.

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