Favola, un manifesto

America, anni cinquanta. In una casa medio-borghese, la casalinga Mrs. Fairytale vive un sogno, ma un sogno di qualcun altro. Non del marito, violento e sadico, né tantomeno dei suoi amanti, i tre diversissimi gemelli omozigoti Stuart, e neanche della sua migliore amica, Mrs. Emerald. Mrs. Fairytale vive un sogno, ma è un sogno patinato, plastico, curato fin nei minimi dettagli e di certo non suo. Nata come opera teatrale dello stesso Filippo Timi, che ha la parte della protagonista, Favola riesce appieno nel suo intento di comunicare un messaggio quanto mai attuale eppure eterno, sfruttando al massimo gli stilemi estetici di un certo Cinema (come Lo specchio della Vita di Douglas Sirk) e la narrazione surreale di Pirandello (diverse le citazioni a Uno, nessuno e centomila ma anche a Pensaci, Giacomino!). Coniugando sapientemente due linguaggi, Teatro e Cinema, Sebastiano Mauri, qui al suo esordio alla regia, ha realizzato quello che forse è un nuovo esempio di Cinema e divertissement con alcuni accenni di burlesque.


Clicca qui per continuare a leggere l’articolo.

L’articolo è stato pubblicato il 28 giugno 2018 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...