Jessica Jones 2: rabbia, alcool e mal di vivere

Donna forte non vuol dire niente. È un’espressione a buon mercato, un escamotage pieno di buone intenzioni ma che sacrifica troppo della amabile e necessaria complessità femminile. Jessica Jones non è una donna forte, non è una donna con le palle, non è una donna da “storie delle buona notte per ragazze ribelli”. È invece una donna fragile, sconfitta, umiliata, recidiva, indecisa, violenta e impulsiva. Un merito quindi su tutti va riconosciuto allo show di Melissa Rosenberg: quello di non puntare sull’immagine della donna emancipata della Hollywood più recente bensì di mostrare la femminilità più stonata e imperfetta. Tuttavia, a differenza di una prima stagione di altissimo livello, contraddistinta da comprimari d’eccezione e una trama solida e ben scritta, questa seconda stagione punta tutto, ma proprio tutto, sullo spessore dei propri personaggi che sono qui approfonditi parecchio a scapito della storia che è infatti debole e inconsistente. In sostanza Jessica Jones 2 è l’esatto opposto della serie su Pugno d’Acciaio. Se Iron Fist, pur avendo una trama interessante, peccava di personaggi inutili e noiosi, la seconda stagione di Jessica Jones al contrario può vantare i personaggi meglio scritti di sempre a fronte di una trama pressoché inesistente.


Clicca qui per continuare a leggere l’articolo.

L’articolo è stato pubblicato il 15 marzo 2018 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

Annunci

1 Comment

Rispondi