Femminili a confronto: Shakespeare è morto, ma le sue donne no

Nonostante qualche goffo e liceale tentativo di sabotare l’esordio dello spettacolo con brusii tutt’altro che teatrali, il Cinema Teatro Politeama pavese ha festeggiato con successo l’8 marzo con Shakespeare è morto, ma le sue donne no: prodotto della compagnia Luvarara dedicato al drammaturgo per antonomasia come ai volti femminili che ne hanno reso memorabili le opere. Curioso se non paradossale che a scriverne sia la stessa persona responsabile, altrove e in compagnia proprio di una donna, di un articolo sulla misantropia di Amleto.

Eh beh.

La premessa dello spettacolo è luttuosa e il setting non è da meno. Uno studio legale, sepolto nel buio di neri tendaggi, con mensole gravide di ricordi teatrali: maschere per il ballo Capuleti, navi con cui solcare il Mediterraneo fino a Venezia, teschi per invocare fantasmi dalle nebbie della Scozia. È un vero e proprio ricettacolo di tutto lo scibile shakespeariano, uno spazio congelato nel tempo e composto della stessa sostanza di cui è fatto il Teatro.


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L’articolo è stato pubblicato il 9 marzo 2018 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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