One Night Only è una commedia romantica fuori orario
Un po’ come il sci-fi, le commedie romantiche – romcom, in inglese – non passeranno mai di moda. Anzi, il loro successo è assicurato dalla solida struttura narrativa delle storie che raccontano. Funziona quasi sempre così: due sconosciuti si incontrano, non si piacciono, sono costretti a passare del tempo insieme, si innamorano. La linearità delle loro trame le rende incredibilmente comode per chi le guarda, aspetto da non sottovalutare sociologicamente e cinematograficamente parlando, ma allo stesso tempo è complice della proliferazione di film di questo tipo, molto spesso destinati in modo esclusivo agli schermi domestici.
Finiamo per mischiare nello stesso calderone grandi cult come Harry ti presento Sally – per citarne uno – con produzioni più cheap e veloci, dai film di Natale Hallmark agli originali Netflix che in locandina mostrano una coppia etero darsi un bacio in un vigneto. Errore. Non perché non sia giusto parlare di un unico genere, ma perché si rischia di considerare la commedia romantica qualcosa di poco conto, o meglio qualcosa che comporti poco sforzo creativo, attoriale e professionale.
Si può dire però che negli ultimi anni la romcom abbia cercato disperatamente nuovi linguaggi. Ha flirtato con l’action, con il thriller, con il fantasy, con l’algoritmo delle dating app ed è arrivata infine all’estate del 2026, quando il 26 agosto esce in sala One Night Only di Will Gluck.

One Night Only parte da un’idea che, sulla carta, sembra appartenere più alla fantascienza satirica che alla romcom: in un’America governata da una morale autoritaria, il sesso prematrimoniale è illegale, con una sola eccezione. Dodici ore di libertà assoluta, ovvero una notte in cui ogni single è autorizzato a fare ciò che il resto dell’anno è vietato. Allie (Monica Barbaro) e Owen (Callum Turner) dovrebbero vivere quella notte come milioni di altre persone: cercando un partner prima che l’alba riporti tutto alla normalità, invece finiscono per rincorrersi nella New York di un futuro non troppo lontano. Una corsa contro il tempo, che sicuramente non è un escamotage narrativo nuovo nel mondo del cinema, ma che in questo caso si porta dietro una domanda meno banale: se avessimo un tempo limitato per scegliere chi desiderare, sceglieremmo sempre allo stesso modo?
Sì, ma niente di serio
Mentre l’intero film si fonda sul concetto di immediatezza e velocità, Gluck — già esperto di commedie romantiche, avendo diretto, tra gli altri, Amici di letto, Easy A e Tutti tranne te — costruisce la realtà dei suoi protagonisti attorno all’attesa. È un modo diverso di raccontare una storia d’amore moderna, che lascia intravedere un’idea nemmeno così assurda: quella di una morale capace di prendere il sopravvento sulla società americana. Un’intuizione che avrebbe potuto essere approfondita maggiormente, trasformandosi in una critica più raffinata alla politica e alle dinamiche di controllo sociale.

Gluck, invece, sceglie di lasciare che il contesto parli da sé, affidandosi anche all’intuizione dello spettatore, per concentrarsi quasi esclusivamente sulla componente comica e romantica della storia. Il risultato è un film veloce, sagace e sicuramente divertente.
La terza protagonista
Certo è che quando si sceglie New York come ambientazione di un film, non si sceglie mai soltanto una città, si sceglie un personaggio. Manhattan, con i suoi quartieri e i suoi ritmi frenetici, diventa parte integrante della storia, quasi una presenza capace di influenzare le relazioni dei protagonisti. Non è un caso che molte delle romcom più famose siano legate alla città: da Harry, ti presento Sally a Serendipity, New York non si limita a fare da sfondo all’incontro tra due persone, ma ne determina tempi e occasioni. È una città che per sua stessa natura sembra fatta per raccontare eventi caotici e imprevedibili, il perfetto presupposto per una storia romantica. Anche in One Night Only New York ha a tutti gli effetti un ruolo: è il luogo che permette di andare veloce, dove le coincidenze sono plausibili e, per una notte, persino l’impossibile può diventare possibile senza porsi troppe domande.

One Night Only non pretende di reinventare la commedia romantica, ma trova un modo tutto suo per attraversarne i meccanismi, giocando con i tempi della comicità e con quelli dell’innamoramento. In un genere che negli ultimi anni ha faticato a sorprendere, Gluck riesce a trovare qualcosa di nuovo da raccontare, così per chi sente la mancanza di una romcom senza vigneti e alberi di Natale, quella notte a New York potrebbe essere una piacevole sorpresa.
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