Obsession – Le conseguenze dell’amore tossico
Amare ed essere amati. Quante volte abbiamo desiderato amore per noi stessi? Quante volte questo desiderio ci ha accompagnato e ci ha fatto sperare, un giorno, di avere accanto a noi la persona dei nostri sogni? È ciò che prova Bear, un ragazzo come tanti, innamorato da sempre della sua amica e collega Nikki, la quale prova per lui un affetto quasi fraterno. Quando Bear compra un innocuo bastoncino dei desideri in un misterioso negozio e con fare ingenuo e rassegnato desidera che Nikki lo ami più di chiunque altro al mondo, ecco che quest’ultima si trasforma di colpo e si innamora perdutamente di lui. Ma le conseguenze dell’amore saranno tutt’altro che piacevoli.

Obsession, seconda regia del giovane Curry Barker (e che prossimamente dirigerà un nuovo Non aprite quella porta per A24, è un piccolo inquietante film incentrato sull’innocenza e la pericolosità dei desideri e le loro sfumature, tanto banali quanto complesse, così come sulle loro inaspettate conseguenze; un ulteriore esemplare filmico debitore del racconto fantastico e dell’orrore La zampa di scimmia di W. W. Jacobs, dove proprio un semplice desiderio, tema cardine del racconto breve, è causa di tanta inquietudine e angoscia.
Il desiderio che, anche in questo caso, finisce per trasformarsi in ossessione e patologia graffiante, la stessa patologia del mondo moderno, obnubilato dalle proprie voglie e poi incapace di affrontare le conseguenze delle proprie brame. Oltre a ciò, dopo gli esempi horror di Together e Contagion, neanche Obsession resiste all’urgenza narrativa di raccontare la tossicità dei rapporti sentimentali, così centrale nel nostro tempo che non poteva non trovare spazio nelle forme orrorifiche contemporanee. Quella tossicità opprimente e maniacale che trasforma l’amore in dipendenza. L’amore, quella favola adulta che può essere vissuta come un dono, ma anche subdola arma a doppio taglio che può consumarci e annullarci, fino a farci scomparire nelle profondità di noi stessi, dove non c’è uscita, né fuga, ma solo la morte del sé e dell’io in sottomissione dell’altro.

Obsession, che è a tutti gli effetti l’esordio di Barker sul grande schermo, dopo un primo film rilasciato gratis su YouTube, racconta tutto questo in maniera più che completa, inceppandosi nel suo svolgimento, ma incutendo un senso di inquietudine davvero efficace, in forza soprattutto della magistrale interpretazione della giovane Inde Navarrette, Nikki, da cui vorrete tutt’altro che farvi sedurre, centrando dunque quell’obiettivo che, alla fine, un buon film horror non deve mai perdere di vista: raccontare le ossessioni di oggi sbattendocele in faccia nella maniera più cruda e drastica possibile. Sia lode.
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