Riviera International Film Festival 2025 – Osare ancora l’indipendenza
Ha raggiunto con il 2025 la sua nona edizione il Riviera International Film Festival (RIFF) di Sestri Levante, appuntamento ormai obbligato per appassionati ed addetti ai lavori che vogliono godere una selezione di film indipendenti e “giovani” (tutti di registi under 35) nella sempre spettacolare cornice della riviera ligure. Liguria sempre più protagonista, per altro, di un mercato nazionale la cui dimensione e il cui funzionamento sono stati centrali nello svolgersi di questa edizione, che ha affermato la sua tensione vitale tra luogo di concorso cinematografico – con risultati sempre sorprendenti – e spazio per intessere relazioni e venire a conoscenza di più sfumature dell’industria audiovisiva nazionale ed internazionale, fin anche al consapevole radicamento locale.

Anche nel raccontare quest’edizione partiamo dai film: i concorsi hanno visto una selezione ampissima con 10 lungometraggi di finzione e 10 documentari (prevalentemente con uno sguardo di denuncia) proiettati al Cinema Teatro Ariston, nonché 15 cortometraggi, il tutto proveniente da ogni contesto produttivo globale. A convincere la giuria dei lunghi di finzione, capitanata da Rufus Sewell, è stato Moon, film austriaco di Kurdwin Ayub, che riesce efficacemente a ricalcare atmosfere e linguaggi del miglior cinema autoriale degli ultimi anni, mettendo il giusto accento su differenze sociali e culturali. È invece Yintah di Brenda Michell, Michael Toledano e Jennifer Wickham a conquistare il titolo di miglior documentario, la cui giuria era guidata da Donato Carrisi.

I concorsi hanno visto una selezione – ad opera di Massimo Santimone – varia ed affascinante, con guizzi weird non da poco (Rains Over Babel) e dimostrazioni di consapevolezza audiovisiva da lasciare a bocca aperta (The White House Effect, a mio parere un lavoro strabiliante). Non è mancata una notevole selezione di titoli fuori concorso, che hanno arricchito e contestualizzato ulteriormente il posizionamento del festival e degli eventi che lo hanno punteggiato: in particolare l’omaggio a Bertolucci ha permesso momenti di approfondimento e di interconnessione dai risvolti brillanti.

Quest’edizione 2025 del Riviera International Film Festival ha saputo muoversi in un’atmosfera più distesa rispetto all’anno precedente, pur confermando una notevole presenza di ospiti internazionali più o meno coinvolti nelle attività del concorso. In particolare, la presenza di Matt Dillon, invitato per una masterclass sulla propria esperienza attoriale – rimata da quella di Rufus Sewell – è stata l’occasione per incontrare da vicino il mondo hollywoodiano e capire quanto incida la politica statunitense sul lavoro dell’industria: «Il nazionalismo è un concetto osceno se applicato al mondo artistico» ha affermato Dillon, mostrando al contempo un’ampia consapevolezza delle logiche di mercato.

Un altro ospite gradito e capace di restituire un punto di vista che si fa ponte tra industria nazionale e internazionale è stato Matteo Garrone. Da noi interpellato non ha perso l’occasione di affermare una visione forte e convinta di come andrebbe messo al centro il cinema fin dall’istruzione scolastica – «Non è possibile che al Liceo Artistico non si studi Storia del Cinema» – calcando inoltre la mano su logiche di distribuzione e di incentivo al consumo che non sanno incontrare le vere esigenze né degli spettatori, né tanto meno degli esercenti.

Con questo il Riviera International Film Festival si è ulteriormente posto al centro del discorso sull’industria: gli incontri ricchissimi ospitati dal Duferco Lounge, intervallati da momenti più leggeri con ospiti dello star system nazionale, hanno posto l’accento su ruoli “nascosti” del mercato – dallo Story Editor al Press Agent -, sulla dimensione industriale locale interpellando l’intera filiera e hanno aperto opportunità di presa di contatto tra giovanissimi autori ed enti deputati al finanziamento dei progetti: dall’ottimo progetto Riff Pitch al Networking Day, fino all’analisi del Tax Credit 2025.

L’appuntamento è quindi per il prossimo anno, con la decima edizione per la quale ci si aspettano sorprese ancora più grandi, con la speranza che il Riviera International Film Festival di Sestri Levante si confermi autenticamente un luogo di incontro: per il pubblico nei confronti di pellicole e registi che difficilmente lo raggiungono così capillarmente e per autori e produttori nei confronti di tutte le compagini industriali che, nella cornice unica delle due Baie, possono trovare un contesto irripetibile per dar forma a progetti e a idee.
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