Ennesimo Film Festival 2025 – 5 consigli dalla Selezione Ufficiale
Come ogni anno, Ennesimo Film Festival riserva alle serate di venerdì e sabato la proiezione dei venti cortometraggi della selezione ufficiale. Ad introduzione dei film in concorso, venerdì 2 maggio la direttrice organizzativa Federica Ferro ha condiviso la grande emozione di vedere il progetto, «nato da un’idea a una cena di Natale» giungere alla sua decima edizione con crescente successo, grazie anche e soprattutto all’impegno e alla passione di una squadra giovane che lavora per garantire al pubblico un festival quanto più interessante, divertente e accessibile. Nel rispetto della tradizione, le proiezioni di venerdì e sabato si sono aperte con due talk sui mestieri del cinema, i cui ospiti erano rispettivamente il costumista Sergio Ballo, vincitore del David di Donatello nel 2024 per il film Rapito di Marco Bellocchio, e Marco Manca, cantattore e doppiatore noto per aver prestato la voce, per esempio, al Genio di Aladdin (2019) e Gaston (La Bella e La Bestia, 2017)
Anche quest’anno Ennesimo mantiene l’asticella altissima con una selezione di qualità sorprendente, in cui a prevalere sono opere drammatiche che declinano in vario modo temi e problematiche di stringente attualità.
Di seguito i 5 cortometraggi che più ci hanno colpito (edit post premiazioni: qualcuno lo trovate anche tra i premiati)

Alarms (Allarmi), Nicolas Panay (Francia)
Le prime immagini del film mostrano Pierre, responsabile di un pericoloso cantiere, alle prese con una delle tante possibili emergenze previste da un lavoro così difficile: un operaio ha avuto un’inaspettata crisi d’asma. Attraverso la storia di Pierre, Nicolas Panay inscena il dramma quotidiano di chi sacrifica troppo — a volte quasi tutto — della propria vita per il lavoro. Il frastuono martellante dei lavori di cantiere accompagna le immagini per quasi tutta la durata del film, proiettando lo spettatore in una dimensione — purtroppo molto reale per tante lavoratrici e lavoratori — in cui sembra mancare l’aria: il peso delle responsabilità, legate in questo caso soprattutto alla sicurezza degli operai sul posto di lavoro, soffoca e distrae così tanto il protagonista da fargli compiere azioni gravissime. Eppure, in qualche modo ciò che accade nel finale non viene presentato come qualcosa di imperdonabile. Tra le immagini del cantiere e quelle delle mura di casa, comprendiamo e accogliamo tutta la vulnerabilità e umanità di Pierre.

The Erasers (I cancellatori), Vin Frédérick (Francia)
Un uomo viene assunto per svolgere un nuovo, inusuale, lavoro: cancellare scritte e disegni a tema sessuale o politico lungo le strade del Tour de France prima che siano percorse dai ciclisti. Ad affiancarlo un bizzarro collega, ormai esperto cancellatore, con cui si prenderà la libertà di scegliere cosa cancellare — svastiche e frasi razziste — cosa lasciare — slogan femministi — e cosa modificare in modo creativo. Tra i pochi film selezionati ad avere un taglio comico e gioioso, The Erasers conquista immediatamente il pubblico con intelligenza e leggerezza.

Chicken Broth Soup (Zuppa di brodo di pollo), Deniz Buyukkirli (Turchia)
Se spesso le narrazioni mediatiche della violenza sulle donne hanno il doloroso limite di concentrarsi — per il ridicolo tempo da breaking news televisiva — sull’atto fisico compiuto sulla vittima, raramente si parla delle molteplici dinamiche di prevaricazione maschile che infestano ogni struttura della società, compiendo veri e propri atti di violenza politica, sociale, economica, giuridica. Il cadavere con cui si apre il film Chicken Broth Soup è quello di un uomo grande e grosso che è pronto per essere sottoposto all’autopsia. Una donna, la sua compagna, è chiamata in sala a raccontare l’accaduto, mentre il telefono del procuratore squilla in continuazione interrompendo il colloquio e denotando fin da subito scarsa attenzione per la testimonianza in questione. Quest’ultima si trasforma presto in una struggente confessione che ribalta il ruolo della vittima — per chi non l’avesse capito subito — costretta ad implorare di essere creduta e tutelata dai suoi interlocutori uomini. Con ben poca sorpresa, questi sceglieranno di farsi complici di un sistema che esprime il suo maschilismo anche attraverso scelte apparentemente meno rilevanti come l’ingiusta firma su un referto medico.

SUPERBI, Nikola Brunelli (Italia)
Alcune immagini in bianco e nero provenienti dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa mostrano il centro città di Ascoli Piceno, documentando brevemente la storia di “Superbi”, storica attività commerciale che dal 1860 produce le migliori — ancora per poco — olive ascolane. A minacciarne la superiorità indiscussa, un nuovo locale aperto da un giovane ragazzo chiamato Ismail, le cui olive vengono recensite online dai clienti come le «migliori mai mangiate». Un film che sconfessa con ironia e originalità la retorica delle intoccabili tradizioni culinarie italiane, come metafora di quelle insensate battaglie in nome della tradizione contro una realtà sempre più interculturale che di fatto non riesce più, nonostante i tentativi di certi ostinati difensori della patria, a rispettare un gastronazionalismo che usa il cibo come elemento esclusivo e discriminatorio di altri popoli e culture.

Favours (Un favore), Agnes Skonare (Svezia)
Una ragazza si trova all’interno di una stazione ferroviaria, ha un bambino in braccio ed è visibilmente disorientata. Si rivolge all’info point per chiedere aiuto, sostenendo che il bimbo non sia il suo e sia stato abbandonato da parte di una donna che le ha chiesto di tenerlo per poi scomparire. Il film di Skonare fa leva sulla straordinaria interpretazione di Garance Marillier, la cui scelta espressiva, in bilico tra confusione, fastidio e incertezza, lascia irrimediabilmente allo spettatore il dubbio sulla sincerità delle sue parole. Una sottile eppur incisiva riflessione sulla conflittualità dell’essere madre.
Dal 2015 Birdmen Magazine raccoglie le voci di cento giovani da tutta Italia: una rivista indipendente no profit – testata giornalistica registrata – dedicata al cinema, alle serie e al teatro. Oltre alle edizioni cartacee annuali, cura progetti e collaborazioni con festival e istituzioni. Birdmen Magazine ha una redazione diffusa: le sedi principali sono a Pavia e Bologna.
Aiutaci a sostenere il progetto e ottieni i contenuti Birdmen Premium. Associati a Birdmen Magazine – APS, l‘associazione della rivista.