The Last Showgirl – Cosa resta della donna di mezza età
Cosa succederebbe se il sogno che stai vivendo e per il quale hai sacrificato tutto finisse inaspettatamente? Shelly ha 57 anni e finora ha dedicato la vita alla sua carriera. È una ballerina, una showgirl di Las Vegas, e dopo trent’anni lo spettacolo di cui fa parte è arrivato a capolinea. Con sole due settimane di preavviso, Shelly deve trovare un altro show in cui lavorare. L’incertezza sul suo futuro, la malinconia e la delusione che prova sono il centro di The Last Showgirl, nuovo film di Gia Coppola – già regista di Palo Alto – uscito in Italia lo scorso 3 aprile. Realizzato con un piccolissimo budget, il film è in realtà il più riuscito di Coppola. Il cast, composto da pochi attori, vede Pamela Anderson protagonista accompagnata tra gli altri da Jamie Lee Curtis e Dave Bautista.
La città dei sogni o la città del vizio
The Last Showgirl racconta Las Vegas come mai è stata raccontata, con delicatezza. Gia Coppola la filma in 16 mm e la fa diventare la città dove si realizza il sogno americano, o almeno dice che è così che Shelly la vede. È interessante il modo gentile in cui viene rappresentato un mondo che siamo abituati a definire esagerato, dove i corpi delle donne sono nudi, i copricapo di piume enormi e gli ombretti coloratissimi. Las Vegas smette di essere la casa del vizio, della disinibizione e dei soldi e si trasforma nel mondo ideale di Shelly. Per lei quella città è il posto dove ha scelto di stare e che anzi le conferisce un certo prestigio, facendo parte di uno dei corpi di ballo più longevi e famosi. Ed effettivamente, grazie al lavoro di Coppola, è così che la vediamo anche noi. Saranno le battute di alcune colleghe di Shelly, prima tra tutte Brenda Song, a ricordarci che forse quella non è la realtà a cui ogni showgirl ambisce.

Complice la riuscitissima interpretazione di Pamela Anderson, Shelly è un personaggio per cui è impossibile non provare un misto tra stima e tenerezza. La determinazione che ha nel suo lavoro e che nella vita l’ha portata a rinunciare all’amore e poi alla figlia, si mischia ad un certo punto con l’impressione che tutto faccia parte di una realtà di cui lei è convinta e che non corrisponde più alla verità, tra gli altri motivi perché ormai vecchia per la vita notturna di Las Vegas.

Quella strana rivincita della donna di mezza età
Se è vero che Shelly è un bellissimo personaggio, è altrettanto vero che fa parte di un quadro più ampio costruito dalle produzioni dell’ultimo anno che vedono protagoniste le donne di mezza età. Si pensi a The Substance o Babygirl, film in cui la donna di oltre 50 anni arriva alla resa dei conti con la società: le viene chiesto di adattarsi a un mondo che non la vuole più nel ruolo di prima e di dimostrare di avere comunque un certo valore o altrimenti sparire nel nulla.
Per quanto questo meccanismo si avvicini alla realtà, soprattutto nel mondo dello show business, dove è difficile accettare l’invecchiamento (non degli uomini, non c’è bisogno di specificare), è davvero questo l’unico modo possibile per rendere una storia con una donna cinquantenne interessante? Vedremo mai protagonista un’attrice matura senza che il centro della storia siano la lotta ai canoni estetici, la sua rinascita sessuale o la sua necessità di ripensare la vita in modo diverso perché semplicemente più vecchia? Di sicuro ha un certo significato il fatto che la protagonista del film di Gia Coppola sia Pamela Anderson, che da tempo dice di aver accettato il suo corpo cambiare con l’età e ha deciso di non indossare make-up ad eventi pubblici. Resta comunque indiscutibile il fatto che il centro del discorso quando si parla di donne e, soprattutto di donne che invecchiano, restano la difficoltà nel trovare uno spazio in società e la competizione con le donne più giovani. Un discorso che è davvero uno squarcio sulla realtà e da cui nascono sceneggiature interessanti, ma che allo stesso tempo rischia di far parte un circolo vizioso senza necessariamente minacciare di spezzarlo.
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