May December – Meglio il trailer o il film?
May December è un’espressione utilizzata negli Stati Uniti per descrivere le coppie con una grande differenza d’età. Un modo un po’ trattenuto, per intendersi. Come quando si dice di essere indisposti piuttosto che ammalati. May December, non a caso, è il titolo del nuovo film di Todd Haynes, uscito il 21 marzo nelle sale italiane. La storia è quella di Elizabeth (Natalie Portman), un’attrice che nel suo prossimo film interpreterà Gracie (Julianne Moore) e che per farlo decide di affiancarla per qualche settimana, in modo da studiarne le caratteristiche. Gracie è infatti una donna di mezza età, nota alla cronaca statunitense per essersi innamorata del suo attuale marito (Charles Melton) quando lui era appena tredicenne, e che per questo ha scontato una pena in carcere. Il film si concentra sulla complessità psicologica tanto di Gracie e di suo marito Joe, per i quali l’arrivo di Elizabeth innesca reazioni inaspettate, quanto dell’attrice stessa, che ad un certo punto non riesce più a tracciare il confine tra la sua personalità e quella del personaggio che dovrà interpretare.

Potrebbe sembrare che la trama così scritta racconti fin troppo e smorzi in qualche modo la curiosità di chi aveva intenzione di guardare il film. E sarei anche d’accordo: in fondo, pur volendo, gli scenari plausibili dello sviluppo della storia sono tutti prevedibili e il finale è praticamente esplicito. Ma bisogna precisare che prima che venissero scritte queste poche righe di trama, è stato montato e diffuso un trailer con l’obiettivo di promuovere il film. Quel trailer – e magari fosse la prima volta che accade – ha già raccontato tutto quello che c’era da raccontare e ha fatto il contrario di quello che doveva fare, ovvero invogliare qualcuno ad andare al cinema.
Succede ormai continuamente, complice il fatto che il modo di fruire di contenuti audiovisivi è in evoluzione. Basti pensare alle piattaforme streaming, che non solo propongono trailer più lunghi ed elaborati di quelli a cui eravamo abituati, ma che talvolta sono effettivamente la parte iniziale del film e danno la possibilità, cliccandoci sopra, di proseguire la visione senza interruzioni. Film come May December, che si concentrano sull’evoluzione dei personaggi senza particolari risvolti di trama, su una piattaforma streaming diventano un lunghissimo trailer. Al contrario, il trailer di May December potrebbe essere benissimo un cortometraggio, con un prologo, uno sviluppo e un finale. Peccato, perché la storia, ispirata peraltro a un reale fatto di cronaca, è interessante. E il tocco di Todd Haynes (Carol, Wonderstruck, Cattive Acque, Io non sono qui, per dirne alcuni) è tangibile già a partire dal titolo, pudico e per questo contraddittorio, se si pensa alla spudoratezza di una storia d’amore tra un tredicenne e una quarantenne.

Il punto di forza del film sono i personaggi. La percezione di lentezza è giustificata dal fatto che al centro di tutto ci sono le complicate personalità di Elizabeth, Gracie e Joe e le reazioni che il loro incontro innesca. Tutti e tre finiscono per diventare altro da quello che erano all’inizio della storia, con un’evoluzione che percepiamo gradualmente, grazie anche all’interpretazione impeccabile degli attori. Perché seppur vero che non ci sono risvolti di trama, il film è pieno di scene in cui sentiamo accendersi dinamiti che possono esplodere da un momento all’altro. E questo lo rende interessante, tanto da averlo fatto entrare nella cinquina 2024 dei candidati Oscar alla miglior sceneggiatura originale (vinto poi da Anatomia di una caduta). La scrittura dei personaggi, il modo in cui riusciamo a comprenderne il passato e a prevederne il futuro, è sottile e particolarmente degna di nota.

Non c’è dubbio sul fatto che May December sia ben fatto da un punto di vista registico e attoriale, ma manca qualcosa. Nel complesso è un film lento, disseminato appunto di dinamiti, senza che nessuna esploda. O meglio, alcune scoppiano in sordina e deludono le aspettative di un colpo di scena che non arriva, altre non scoppiano affatto. Non è sicuramente il capolavoro di Todd Haynes, che ci ha abituato ad altro. Un consiglio, probabilmente già chiaro: non guardare il trailer. Ma questo, in realtà, è un consiglio che vale quasi sempre.
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