#BirdmenConsiglia: (altri) 6 film da guardare in streaming | Parte 2

Fintanto che è stato possibile prendere posto comodamente in una sala cinematografica, ogni mese questa rubrica ha sempre cercato di compattare e consigliare un manipolo di titoli di volta in volta ritenuti i più interessanti tra quelli in uscita al cinema (spesso pure ignorando la loro circolazione in circuiti limitatissimi e d’essai). Da qui, con il conseguente confinamento e prolungamento della quarantena a un tempo forse indeterminato, cerchiamo di declinare il senso di questa rubrica rispetto alle nuove contingenze. L’obiettivo, allora, diviene quello di restituire a voi lettori le possibilità di un orientamento lungo l’intricata babilonia delle piattaforme streaming. I film di rilievo ora disponibili sono tantissimi, spesse volte anche gratuitamente. Ci è parso quindi più giusto e sensato scandire la distribuzione della rubrica non più mensilmente ma settimanalmente, e consigliare 6 film da guardare in streaming, uno per ciascuna piattaforma selezionata tra le più blasonate e seguite dagli utenti: Netflix, Prime Video, Disney+, VVVVID, Mubi e RaiPlay.

Eccoci dunque al secondo appuntamento, coi consigli settimanali del mese di aprile che portano il grande cinema nelle nostre case! Qui tutti i nostri consigli di visione.


#BirdmenConsiglia


Netflix

Atlantique (2019), di Mati Diop

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Ada e Omar in una scena di Atlantique

Figlia d’arte e nipote di Djibril Diop Mambety, figura più eminente dell’intero cinema continentale africano, Mati Diop con il suo Atlantique detiene un record particolare: è la prima regista donna nera ad essere stata in gara per la Palma d’Oro a Cannes. Una predestinata, dunque, ma non senza merito: il film da noi consigliato coniuga realismo magico ed esoterismo nell’agitazione sentimentale di una donna che ha perso l’amato in mare. Nel miracolo del ritorno fantasmatico – o forse zombificato – di quest’ultimo, s’infiltrano poi sottilmente la storia e il dramma sociale contemporaneo: quello dello schiavismo e dell’emigrazione disperata per mare. Con merito vincitore del Gran Prix Speciale della Giuria a Cannes 2019.


Prime Video

First Reformed (2017), di Paul Schrader

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Ethan Hawke in First Reformed

C’è quanto da Schrader stesso teorizzato in Il trascendente nel cinema e c’è, ovviamente, una rimodulazione del Diario di un curato di campagna (1951) di Bresson (e prima ancora del romanzo di Bernanos). C’è un rigore teologico e quasi ontologico nella ricerca della restituzione di senso alla realtà. C’è Ethan Hawke che si strugge nella veste da reverendo, e sotto di essa nella carne deturpata da un filo metallico. E c’è pure il suo volo magico lungo uno spazio terreno e ultraterreno a contatto col corpo di Amanda Seyfried. Se le immagini vi stuzzicano, provvedete a recuperare quello che è fuor di dubbio uno dei capolavori del decennio appena trascorso.


Rai Play

Tesnota (2017), di Kantemir Balagov

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Darya Zhovnar in una scena di Tesnota

Siamo nel Caucaso settentrionale, tra le due guerre cecene (1998). Due giovani ebrei innamorati vengono rapiti. Il riscatto richiesto è elevatissimo, le conseguenze del suo pagamento sono drammatiche. Il panorama storico si squaderna nello svolgimento piccolo-comunitario della pratica narrativa, e il risultato è un esordio a tratti clamoroso per la maturità della direzione. Presentato nella sezione Un certain regard a Cannes 2017, Kantemir Balagov, allievo di Sokurov, ad appena 26 anni con Tesnota ha folgorato critica e pubblico internazionale. Che gran fortuna poterne godere comodamente e gratuitamente, e il merito è tutto di Fuori Orario.


VVVVID

Freaks (1932), di Tod Browning

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Una parte del gruppo circense in Freaks

Censuratissimo, maledetto, bullizzato. Ce n’è voluto perché il circo di performer deformi e bizzarri più famoso del mondo ottenesse la giusta rivalsa. E ora è qui, un po’ celato all’interno del catalogo a scorrimento orizzontale di VVVVID, con le sue storie d’amore più o meno delicate, di facciata orrorifiche e sensazionalistiche, compassionevolmente brutalizzate.


Disney+

Togo (2020), di Ericson Core

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Willem Dafoe in una scena di Togo

Da Balto a Togo, per il riscatto del vero eroe a quattro zampe che nel 1925, assieme al padrone Leonhard Seppala (Willem Dafoe), compì oltre 400 chilometri di viaggio in slitta per recuperare un siero che avrebbe saltato i bambini di una piccola cittadina dell’Alaska da una epidemia di difterite. Eroismo e sentimentalismo straziante sono il binomio perfettamente calibrato che definiscono l’epica del viaggio per la vita, in quanto con funzione salvifica, e della vita, nello scrivere un ultimo, grande atto nel lungo legame tra l’animale e l’uomo per cui ha sempre provato devozione.


Mubi

Leviathan (2014), di Andrey Zvyagintsev

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Un’immagine da Leviathan

Acclamato a Cannes, dove si è aggiudicato nel 2014 il premio alla miglior sceneggiatura (a cui poi si aggiungerà il premio per il miglior film straniero ai Golden Globe), nel suo penultimo titolo Zvyagintsev irrompe su una terra desolata e sfiduciata nel nord della Russia e vi inquadra un momento pietoso: quello di una causa ingiusta e mortificante, con protagonisti un vecchio soldato e il sindaco che lo vuole privare delle sue terre. Film imperdibile di un autore che conferma una volta di più la sua lucida perizia tecnica e l’abilità a giostrare attraverso narrazioni prosaiche i suoi personaggi in mondi deragliati e ingiusti.

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