#PFF2019 – Un’altra via

English version below

Per quest’edizione Birdmen è media-partner del Pentedattilo Film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 19 al 22 settembre. Qui le nostre recensioni in anteprima. Una selezione di sei elementi della redazione comporrà la giuria per la Sezione Thriller. Leggi cosa è successo durante l’edizione precedente!


Un’altra via, film in concorso a Pentedattilo Film Festival 2019 è una lettera visiva; adattamento per lo schermo del Graphic novel omonimo di Lorenzo Palloni (non a caso sceneggiatore del cortometraggio).
I due giovani registi italiani Davide Arosio e Massimo Alì Mohammad danno vita al testamento ultimo di un anonimo professore universitario sposato con una sua studentessa, immettendo lo spettatore in una situazione non solo pienamente calata nell’atmosfera thriller, ma anche estremamente disturbante nella sua stessa essenza: l’uxoricidio.

Se la voce over del protagonista è dapprima contemporanea alla stesura della lettera, subito dopo le prime sequenze la contemporaneità tra narrazione e immagini si sfalda in una serie di flashback che lentamente si avvicinano al tempo di partenza.
L’inversione della temporalità, o quantomeno la sua manipolazione, è già preannunciata nell’esplicitazione a priori dell’omicidio nella sequenza di apertura, tutta giocata su soggettive, camera fissa e riprese a singhiozzo. È come aprire un giallo all’ultima pagina allora; rendersi complici dell’assassino conoscendone perfettamente il piano e la storia, non come narratori onniscienti, ma come confidenti obbligati e impotenti.

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L’immedesimazione d’altronde ci è imposta e il vero aspetto da thriller risiede in questa prima obbligazione dello spettatore, che come con le mani legate e il bavaglio alla bocca, non può ribellarsi all’atto.

La suspence che si organizza intorno all’attesa dell’omicidio scaturisce dal tradimento e dalla incapacità del soggetto di porre fine al patimento in maniera autonoma: il protagonista delega e crea la trappola finale che ribalta tutto ciò che all’inizio credevamo di sapere. Così lo spettatore ancora una volta si trova spaesato di fronte all’inaspettata riscrittura di quell’ultima pagina: l’omicidio si trasforma in un pretesto per creare la trappola della vendetta. Il lieto fine esplicitato si trasforma in realtà in un finale aperto, il cui proseguimento resta implicito ma tragico nel suo ribaltamento.
Allora è allo spettatore, finalmente pienamente ignaro, che spetta l’arduo compito di proseguire immaginativamente una narrazione non conclusa.
In definitiva, Un’altra via è un thriller che ci illude e interroga la nostra capacità di sfidare l’interlocutore, sconfiggendoci comunque sul limite della nostra percezione.


Un’altra via by Davide Arosio and Massimo Alì Mohammad

With this edition Birdmen is media-partner of Pentedattilo Film Festival, the international short movie festival held in Pentedattilo (Reggio Calabria) from Sept. 19th to Sept. 22nd. Here is the preview of our reviews. Six of our editors will form the jury of the Thriller section. Read what’s happened last year!


The short film Un’altra via (Another way) is a film in competition at the Pentedattilo Film Festival 2019. It is the film version of the eponymous graphic novel by Lorenzo Palloni, who – not by chance – also wrote the screenplay of this short film.
Davide Arosio and Massimo Alì Mohammad, two young Italian directors, bring to life the last will of an anonymous professor who is married to one of his students. They immerse the spectators into an ambience that is perfect for a thriller, yet extremely disturbing because of its essence: the uxoricide.
The protagonist’s voice-over initially follows the writing of the letter, but after the first scenes, the narration and the images turns into a series of flashbacks that slowly draws nearer to the starting time.
The change of direction in the events’ sequence – or its manipulation – is already announced in the very first scene, which shows the murder. A scene full of point-of-view shots, fixed camera angles and intermittent shootings. It is as if we opened a crime novel on its last page; we become an accomplice to the murder, we know every detail of the plan and we’re not omniscient narrators, but helpless and powerless confidants. As a consequence we’re forced to identify ourselves with the situation. The real thriller ambiance lies in this first duty of the spectator who, as if he was gagged and handcuffed, cannot oppose.
The suspense created with waiting for the murder comes from the betrayal and from the inability to end the sorrow independently. The protagonist delegates to other people and creates the final trap, destroying everything we thought we knew. The last page of the novel has unexpectedly changed again and once more, the spectators feel disoriented. The murder turns into an excuse to create the trap of revenge. Although made clear, the happy ending is actually left open-ended. Its continuation is still implicit, but the upheaval is tragic. It’s then up to the spectator, finally completely unaware, to imagine the continuation of an open ended narrative.
Ultimately, Un’altra via is a thriller that misleads us and questions our ability to defy our interlocutor, leaving us defeated because of our limited perception.
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