Matematica mortale: “Copenhagen” al Teatro Fraschini

Birdmen recensisce al Teatro Fraschini


Approdato al nostro pavesissimo Teatro Fraschini dopo aver peregrinato con successo per la penisola, Copenhagen è la storia di tre facce note: ai liceali come ai professionisti del settore scientifico pavese esiliati tra le nebbie della Nave, del Cravino, della Melanzana (no, non quella melanzana) e di tutti gli altri edifici dalle sembianze intimidenti e dall’onomastica fuorviante.

È la storia di due prodigi della fisica, il danese Niels Bohr e il tedesco Karl Werner Heisenberg (no, non quell’Heisenberg), le cui magistrali interpretazioni sono affidate rispettivamente a Umberto Orsini e Massimo Popolizio; alla dinamica coppia di scienziati, mai sprovvista di un biglietto per l’iperuranio delle sue teorizzazioni, si affianca poi una bravissima Giuliana Lojodice nel ruolo della signora Margrethe Bohr, severo e inflessibile aggancio alla realtà desolante della Seconda Guerra Mondiale.

È nella capitale danese omonima al titolo che i due Premi Nobel, amici di lunga data, si incontrano nel 1941, allontanandosi dalla coniuge Bohr in una delle loro lunghe e verbose passeggiate. Ed è proprio al termine della camminata “scientifica”, dopo una discussione i cui contenuti sono stati sottratti alla Storia, che le strade di Bohr e Heisenberg si separano bruscamente. Il tedesco collaborazionista e l’ebreo danese si salutano su note dolenti, mentre sul loro incontro aleggia l’interrogativo: cosa si saranno detti?


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L’articolo è stato pubblicato il 7 marzo 2018 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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