Super Mario Galaxy – Il film: è tutto polvere di stelle?
Pronti ad entrare nuovamente nel mondo di Super Mario e Luigi? Let’s-a go! Dopo il fenomeno animato Super Mario Bros. – Il film (2023), divenuto il film basato su un videogioco con il maggior incasso di sempre e il 6º film d’animazione con maggiori incassi nella storia del cinema, era prevedibile l’entrata in produzione di un sequel che avrebbe espanso la lore della celebre serie videoludica Nintendo, e quale scelta migliore se non quella di prendere ispirazione dal fenomeno Wii Super Mario Galaxy (2007)? Ecco dunque Super Mario Galaxy – Il film, pronto a sfavillare sul grande schermo quanto il film precendente (se non di più).
In questa nuova pellicola, Mario e Luigi, aiutati da nuovi simpatici amici, tra cui il dinosauro Yoshi e la volpe antropomorfa Fox McCloud, altro celebre personaggio Nintendo creato da Shigeru Miyamoto, papà di Super Mario, dovranno affrontare un viaggio attraverso le galassie e le stelle per salvare la Principessa Rosalinda, guardiana del cosmo e madre degli Sfavillotti, rapita da Bowser Jr. per attuare il suo piano malvagio (che include anche il salvataggio del padre Bowser). Affiancati come sempre dalla battagliera Principessa Peach e dall’impavido Toad, Mario e Luigi vivranno un’avventura senza confini per la salvezza del cosmo stesso.
Più colorato, più scintillante, più dinamico! Questa è la formula scelta per Super Mario Galaxy – Il film, pellicola che alza l’asticella rispetto al primo capitolo, potenziando la messa in scena e puntando alle stelle nel tentativo di emulare l’estetica celestiale del videogioco di provenienza. Orde di fan, tra vecchi giocatori che hanno visto nascere la console Wii, e nuove generazioni amanti dell’idraulico più celebre dell’universo, non potranno che rimanere inebriati da questo secondo stellare adattamento, perché da quarant’anni Super Mario non stanca e non stancherà mai di affascinare vecchi e nuovi giocatori, grandi e piccini, spettatori di questo cosmico spettacolo transmediale.

Ma ecco il ma. Se il primo film era dotato di una sceneggiatura iper basica e connotata da rapidissimi passaggi di narrazione, Super Mario Galaxy riesce nell’impresa di essere persino più riduttivo. Complicazioni, conflitti interni, dialoghi, tutto ciò che era presente nel primo film, seppur in minima forma, qui viene drasticamente tagliato e ridotto all’osso, o al tartosso rimanendo in tema, con l’Illumination pronta a farsi seguace del principio cardine di tutte le narrazioni ritenute adatte ad un pubblico composto esclusivamente di bambini: “minimo sforzo, massimo risultato”.
Battaglie che si susseguono ad un ritmo forsennato, battute sottili (di queste alcune anche molto gradevoli) e citazioni videoludiche, tutto incollato con lo sputo e portato a velocità supersonica in una (sola) ora e mezza di film, pur di abbattere il possibile spettro della noia, il nemico peggiore nell’era social, dove la soglia di attenzione ha l’ampiezza di un Mini fungo, anche nei bambini più piccoli, principale target del film.
Anche Super Mario, quindi, nella sua dimensione filmica sta prendendo la forma di un usato sicuro che richiede il minimo impegno da parte di chi lo produce per portare a casa il massimo del profitto. Qualcuno potrebbe giustamente chiedersi cosa ci si potrebbe aspettare di diverso da un film su Super Mario: sicuramente una sceneggiatura, tanto per cominciare, che non assomigli ad un vuoto canovaccio come quella di questo secondo capitolo e che fa sembrare quella di Super Mario Bros. – Il film degna di un Oscar; o la caratterizzazione dei personaggi, o la caratterizzazione dei personaggi, che vede un Fox McCloud inesistente e una Rosalinda esplorata al minimo delle possibilità. Se la Principessa infatti ha un limitato numero di battute standard che, nelle intenzioni degli sceneggiatori, bastano a definire la sua personalità, Fox McCloud sembra inserito solo come strizzata d’occhio ai fan; un nostalgico divertissement per i giocatori di Nintendo, ma che poco o nulla apporta all’intreccio narrativo del film. Nel folto parterre di personaggi si salvano solo Bowser e Bowser Jr., indubbiamente la migliore new entry di tutto il film.

Persino la Disney nei suoi più tragici fallimenti, vedasi il recentissimo Elio (2025), ha comunque tentato nel suo ripresentare le stesse reiterate tematiche, spirito di iniziativa e voglia di impegnarsi, mettendoci la faccia. Qui gli incassi record del primo film e la prospettiva di un facile guadagno con il secondo ha fatto vacillare e cadere quel poco che era stato inserito e approfondito nel precedente capitolo, puntando solo sull’azione e sull’effetto citazionistico. Mario e Luigi sono maturati rispetto al primo film, e questo è un bene, ma è davvero tutto qui? Dove sono le nuove sfide morali dei protagonisti? Cosa ne è dell’accennato sentimento provato da Mario per Peach? Perché dobbiamo inserire easter egg da tutto l’universo Nintendo? Possibile che tutto si riduca solamente a potenziamenti, musichette e botte da orbi?
Tutto è polvere di stelle, forse tanto basta, e se è questo quel che il pubblico vuole, allora: Let’s-a go!
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