#PFF19 – Acide

English version below

Per quest’edizione Birdmen è media-partner del Pentedattilo Film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 19 al 22 settembre. Qui le nostre recensioni in anteprima. Una selezione di sei elementi della redazione comporrà la giuria per la Sezione Thriller. Leggi cosa è successo durante l’edizione precedente!


L’apocalisse è adesso, e si scatena tramite una pioggia acida inarrestabile, che scioglie ogni lega metallica e persino l’asfalto. In Acide di Just Philippot, l’evento catastrofico è, nei primi minuti, raccontato con una sola inquadratura fissa, un orsetto che lentamente si deteriora, mentre in sottofondo le urla di uomini aumentano di intensità.

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L’apocalisse è esattamente climatica, con l’ovvio rimando al terrore che progressivamente prende la società, surriscaldamento climatico, plastiche non riciclabili, aumento del livello del mare, stagioni confuse, piogge occasionali. Quello di Philippot è un racconto atroce dei minuti immediatamente successivi alla catastrofe, ed è perciò un film apocalittico, non “comodamente” post-apocalittico: non c’è nulla da riorganizzare, non si muore di fame, nessun gruppo prevale su un altro. Semplicemente: si ha sete, in quella sorta di allegoria per cui l’acqua che si riversa sul mondo, distruggendolo, sarebbe anche il bene più prezioso e raro.

Il cortometraggio si concentra sulle vicende di una piccola famiglia: padre, madre, figlio, alla ricerca di un posto sicuro, nella direzione opposta alla massa di nubi che avanza minacciosamente. Il bambino indossa un casco da moto, è colui che va protetto, mentre i genitori possono solo correre. Gli stilemi del survival sono tutti qui: a partire dall’opposizione bene/male di tradizione epica, per cui chi ha la fortuna di aver trovato un rifugio si trova a doverlo difendere, anche con la forza; proseguendo con le atmosfere silenziose, legate a un generale spopolamento; fino al gioco sollievo-tragedia che travolge il padre: la pioggia sembra, in un primo momento, tornata “normale”. Brucia solo più lentamente.

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Non si può tornare indietro. Il sacrificio del padre (che con una lamiera spessa ha tentato di tra-durre la moglie e il figlio fino a un piccolo tunnel roccioso) deve valere qualcosa. La madre spinge il bambino nel tunnel, ma le gocce come linfa di stalattiti e stalagmiti raggiungono l’interno. La madre, ancora una volta, scherma il bambino, per cui le inevitabili conclusioni.

L’inquadratura finale,  inscritta all’interno di una lunga tradizione di film “catastrofici”, è una finestra sul nuovo mondo. Ma il taglio non dà che reticenza: cosa farà il bambino, persino senza casco, adesso, dopo tutto quello che è accaduto?

Un film di grande forza emotiva, in grado di mettere in gioco in appena diciotto minuti un dramma prima relazionale e poi sociale, e viceversa, per cui la “scena” e la “rappresentazione” valgono da proiezione delle paure più reali, adesso, della società contemporanea.

Il cortometraggio ha ottenuto la menzione speciale nella categoria Thriller del Pentedattilo Film Festival, XIII edizione.

Per la capacità di raccontare un’apocalisse climatica, nei termini di un piccolo epos moderno, con eroi e carnefici; per l’efficacia con cui vengono adoperati i codici del survival, con sapienza tecnica e abilità nella costruzione delle atmosfere; per l’attualità stringente delle relazioni umane e sociali messe in gioco – la menzione speciale nella categoria thriller va a Acide di Just Philippot


[English version by Serena Demichelis]

Acide by Just Philippot

With this edition Birdmen is media-partner of Pentedattilo Film Festival, the international short movie festival held in Pentedattilo (Reggio Calabria) from Sept. 19th to Sept. 22nd. Here is the preview of our reviews. Six of our editors will form the jury of the Thriller section. Read what happened last year!

 

Apocalypse is now: it’s incessant acid rain melting metal, concrete and asphalt. In Acide by Just Philippot the catastrophic event is presented to the viewer in the very first minutes through a single fixed frame on a teddy bear slowly deteriorating, while human cries get more intense in the background.

Apocalypse is climatic, something which echoes with society’s increasing terror due to global warming, non-recyclable plastic, increasing sea level, confused seasons, occasional rain. Philippot’s tale concerns the minutes immediately after the catastrophe and his movie is thus strictly apocalyptic and not “conveniently” post-apocalyptic: there’s nothing to be planned, no starvation, no prevarication of a group over another. People are simply thirsty, taking part into an allegory in which water, in the form of rain, destroys the world, while still being the most precious and rare good.

The short movie focuses on the events concerning a small family composed of mother, father and son looking for a safe place as far away as possible from the dark, threatening clouds. The child, being the one who has to be protected, is wearing a helmet, while parents can only run. Survival style markers are all there, starting from the traditional, epic opposition of good and evil, so that those who have found shelter have to fight in order to defend it; then, silent atmospheres, mirroring the general depopulation; up to the moment of apparent relief and actual tragedy which comes over the father: the rain seems to be back to normality for a second – it only burns more slowly.

There’s no coming back. The father’s sacrifice (who has tried to move his wife and son to a rocky tunnel using a piece of thick metal) cannot have been in vain. The mother pushes the child in the tunnel, where however water can reach the inside as through stalactites and stalagmites. The mother thus tries to shield the child and a tragic conclusion is inevitable.

The final frame, which is well inserted in a whole tradition of catastrophic movies, is a window on a new world. There is, however, a certain degree of reticence: what will the child do with no helmet and after all that’s happened?

A movie of great emotional strength with the ability to enact, in just eighteen minutes, a drama which is first relational and then social and vice versa, so that scene and representation come out as projections of the real fears of contemporary society.

The movie has obtained a special mention in the Thriller category during the 13th edition of Pentedattilo Film Festival:

For its ability to tell a climatic apocalypse in terms of a small modern epos, with heroes and executioners; for the effective use of the codes belonging to the survival genre, a use characterized by technical mastery and ability in the construction of atmospheres; for the great actuality of the human and social relations here represented, the special mention in the Thriller category goes to Acide by Just Philippot.

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