“Le serve” di Anfuso: il dominio della drammaturgia sull’opera

Dopo un settembre dedicato al Festival internazionale delle Drammaturgie “Tramedautore”, la stagione teatrale del Piccolo Teatro Grassi esordisce con un testo del drammaturgo francese Jean Genet, un atto unico che conserva dopo decenni una potenza immutata, prerogativa sola dei grandi classici.

Il rischio in questi casi è sempre duplice e sempre alle porte. Rivisitare un testo abbondantemente rappresentato e noto esige un atto creativo al contempo ardito e accorto: si può rileggere il testo, capovolgerlo, sviscerarlo nei contenuti più profondi, ritradurlo, a patto di mantenere un integro e fedele legame con l’intento primigenio. E’ stato questo ad esempio l’approccio di Latella che nel suo Pinocchio ha ripescato la vicenda nella sua interezza guadagnandosi i palchi del teatro milanese per il secondo anno consecutivo.

La tentazione diametralmente opposta è quella di affidarsi alla sola forza della drammaturgia: è particolarmente insidiosa e può condurre a un atto di abdicazione alla regia. Le serve contiene in modo innegabile tutti gli elementi della fiaba, dalla matrigna alle sorellastre unite da un filo morboso, dal veleno ai drappeggi di velluto verde, e tuttavia tutto ciò rappresenta un’eredità della fonte testuale.

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L’articolo è stato pubblicato il 17 ottobre 2017 sul sito http://inchiostro.unipv.it/.

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