Spy x Family Code: White – Un’assurda missione riuscita, tra spie, killer e dolci
La recensione di Spy x Family Code: White non può che partire dicendo che il film è decisamente una missione riuscita. Questo manga si è fatto largo nel panorama editoriale giapponese con un mix di idee tanto semplice quanto efficace, arrivando ad avere anche un anime di successo e infine un film. Questo Code White non vuole mescolare troppo le carte in tavola, anzi: vuole fare proprio della formula originale la sua carta vincente. Si tratta di una pellicola molto furba, ottimo punto di partenza per chi non ha mai visto la serie e divertente extra per i fan: l’obiettivo è fare felici tutti.
Spy x Family: la serie che ha ammaliato il Giappone
Quest’opera nasce con una natura episodica che si presta benissimo a molteplici avventure, libere dalla trama principale, che prosegue in background con alcuni picchi. Vi sono poi influenze dei grandi film di spionaggio e del celebre James Bond, soprattutto nei nomi e in alcuni rimandi più o meno nascosti nel manga. Ci troviamo in un’Europa fittizia, con protagonisti due paesi rivali e in conflitto: Westalis e Ostania, che mimano le Gemarnia divisa a metà post secondo conflitto mondiale.

In questo scenario si va a collocare la famigliola protagonista della serie: i Forger, nome scelto non a caso dall’autore, significando proprio “falsario”. Infatti tutto si basa fondamentalmente su una menzogna ben congeniata: il “papà” di questa famiglia, Loid (“Agente Twilight” quando lavora) è una spia di Westalis che ha dovuto costruirsi una famiglia fittizia per riuscire a infiltrarsi nell’alta società di Ostania.
Yor è un’adorabile quanto impacciata donna che di notte diventa una spietata killer soprannominata “Thorn Princess”: vede in Loid un’ottima copertura per non essere considerata come donna single (e quindi sospetta) agli occhi della polizia di Ostania.
Infine c’è lei, Anya, una bambina tanto cara quanto goffa ed esaltata per tutto ciò che riguarda il mondo dello spionaggio. Anya è proprio la stella della serie, il collante comico ed emotivo della storia, lei che riesce a leggere nel pensiero e che sa tutto di tutti. La missione che si è auto-affidata è fare di tutto per difendere questa sua nuova famiglia, anche se fittizia.

Spy x Family Code: White – La trama
Ma veniamo alla trama in brevissimo: Loid potrebbe perdere da un momento all’altro la missione su cui si basa tutta la sua nuova famiglia fittizia. L’unico modo per evitarlo è quello di aiutare Anya a vincere una competizione scolastica che la porterebbe un passo più vicino all’elite sociale. L’obiettivo è riuscire a replicare la ricetta preferita del preside della scuola e per farlo dovrà recarsi nella città d’origine del piatto. Si preannuncia una tranquilla gita in famiglia, ma Anya si ritrova a mangiare e avere nello stomaco un microfilm da cui dipendono le sorti del mondo. Una trama semplice che non mira certo a stupire, ma che mantiene tutti i punti saldi della serie, tra situazioni sopra le righe e momenti che scaldano il cuore. La sottotrama tra Yor e Loid, che non anticipiamo, forse non azzecca sempre i tempi comici, ma rimane comunque buffa e nello stile della serie.
In Giappone il film è uscito a Dicembre 2023 e difatti Code White, come può suggerire anche il nome, ha proprio l’impronta di un film di Natale, con quella patina zuccherosa che per chi ama quel filone va sempre bene, che sia inverno o primavera.
Storia e personaggi
La sceneggiatura funziona molto bene e la pellicola dosa piacevolmente tutte le caratteristiche della serie: lo sceneggiatore e il regista avevano già lavorato a episodi dell’anime e questo traspare benissimo. Spy x Family si contraddistingue nel panorama shonen per essere una storia di gag e commedia dell’equivoco, con momenti di azione classici (ma ben realizzati) alternati a momenti romantici ed emozionanti, con una buona rete di comprimari e comparse per arricchire il tutto. La serie si presta davvero alle più disparate situazioni: si passa da trame legate allo spionaggio fino ad arrivare alla commedia scolastica, passando per momenti slice of life e sequenze di combattimento tra sicari. Il risultato finale fila abbastanza liscio, con i limiti dati dal fatto che non tutti i personaggi possano avere uno screen time adeguato, rischiando, in alcuni casi, di diventare mere comparse.

Forse l’unico problema del film sta nel cattivo di turno. Il malvagio colonnello Snidel rimane davvero troppo macchietta (risultando solo a volte inquietante) e non riesce a dare quella spinta in più al film.
Le premesse lo raffiguravano come genio militare e calcolatore, ma alla lunga non regge il confronto soprattuto con personaggi dalle abilità sopra ogni metro di paragone come Loid e Yor, che in Code White raggiungono vette mai viste nella serie.
Musiche, animazione e doppiaggio
Il comparto musicale poteva sicuramente osare di più oltre alla classica colonna sonora, avendo come influenze principali di partenza il jazz ma anche elementi più pop e moderni. Basti pensare che come opening della seconda stagione abbiamo avuto una canzone della popstar ADO. La qualità dell’animazione invece è sicuramente alta, con sequenze molto concitate che mantengono la nitidezza che ci si aspetta da produzioni su cui si è puntato così tanto.

Se c’è una cosa però che questo film riesce a fare è spiazzare con una sequenza assurda, inaspettata e con uno stile d’animazione unico. Una sfida mentale e fisica che dura per quelli che sembrano diversi minuti, raffigurata nel modo più umoristicamente giapponese possibile. La sequenza in questione è ottimamente realizzata, con un budget sicuramente superiore a quello che ci si potrebbe aspettare vista la situazione. Non scenderò troppo nei dettagli per non rovinare la sorpresa, ma dico solo di pensare a cosa si dovrebbe fare per evitare che qualcosa che si è mangiato per sbaglio e ormai digerito possa essere recuperato (segnando la vostra fine come prigioniero).
Infine una nota sul doppiaggio: riesce a trasmettere bene l’energia dei personaggi, anche per chi di solito segue l’anime in lingua originale, e una nota di merito va anche alla doppiatrice di Nightfall, la collega innamorata persa di Loid per i suoi virtuosismi da vera fangirl.

SpyxFamily Code White – Dalla serie al film
Di solito, quando esce un film di una serie, si ha sempre un attimo di timore: la serie sarà al suo “salto dello squalo”? Si svende, perderà la sua identità? Vero anche che con una serie episodica questo accade meno spesso: Code White ne è la prova e riesce nel suo intento di intrattenere, senza grosse pretese di essere fondamentale sul piano narrativo a lungo termine.
Se si prende però questo film per quello che è e si considera la serie da cui è tratto, penso si possa non essere troppo puntigliosi. Il film ha una prima parte molto dolce e una seconda più improntata sull’azione: nessuna di queste due eccelle, forse, ma entrambe fanno passare piacevolmente il tempo e tengono vivo l’interesse tra una risata e l’altra: e da Spy x Family è proprio questo che ci si aspetta.
Se siete fan della famiglia Forger o se eravate indecisi se iniziare o meno a seguirla, non fatevelo scappare: la programmazione inizia proprio oggi, 24 aprile e per quello che sembra ormai essere l’inizio di un trend per gli anime, rimarrà al cinema più dei soliti 3 giorni infrasettimanali.
Per dirla alla Anya: «Che emozione!» (O «Waku-Waku», per i giappofili).

P.s.: Questo film ha anche una simpatica scena post titoli di coda, non scappate dopo la fine!
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