La risata amara de “L’altro volto della Speranza”

Con il suo Cinema, Aki Kaurismäki fa quello che è comune a molti artisti: sceglie di rappresentare gli ultimi, le vittime della Contemporaneità, di portare allo spettatore i problemi dei nostri tempi. Ciò che contraddistingue il regista finlandese, però, è lo sguardo ironizzante, che fa ridere lo spettatore con amarezza di fronte alle sventure dei suoi personaggi. L’altro volto della Speranza (2017), in tal senso, è un perfetto esempio del suo stile, e lo conferma l’ottima ricezione da parte della critica e l’Orso d’argento per la regia a Berlino.


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L’articolo è stato pubblicato il 31 marzo 2018 sul sito http://inchiostro.unipv.it/

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