Defending Jacob – Il male in famiglia

I Barber sono quella che in gergo potremmo definire una “famiglia Mulino Bianco”: unita, benestante, perfetta e invidiata dai più. Il padre, Andy (Chris Evans), è un assistente procuratore distrettuale destinato a una lunga carriera. La madre, Laurie (una Michelle Dockery lontana dai fasti di Downton Abbey), gestisce un piccolo centro per bambini. Loro figlio, Jacob (Jaeden Martell), è un adolescente come tanti, distratto dal web e dalle cotte. Questa apparente perfezione, che già vacillava a causa di una verità tenuta nascosta da Andy, crolla definitivamente quando nella piccola città del Massachussetts dove vivono viene ritrovato morto un coetaneo e compagno di classe di Jacob, Ben Rifkin. Se fin da subito il fatto che un gesto così crudele possa accadere a un ragazzo qualunque, vicino sia anagraficamente che socialmente al proprio figlio, turba gli animi di Laurie e Andy, a trasformare la situazione è una segnalazione anonima ricevuta da Andy, incaricato del caso: su una message board online un amico di Jacob, Derek, accusa il piccolo Barber di aver ucciso Ben. Bastano quei messaggi per far crescere i sospetti e pian piano quella che poteva essere una supposizione priva di fondamento diventa realtà agli occhi dei cittadini di Newton. Andy viene allontanato dal caso e Laurie cade in un vortice di paranoie che la costringe a lasciare il posto di lavoro.

Come spiega il titolo della serie Apple Tv+, tratta dall’omonimo romanzo di William Landay, Defending Jacob parla della difesa di Jacob dalle accuse che l’opinione pubblica e il tribunale gli rivolgono. Tuttavia su questo fronte i due genitori si muovono in senso opposto: se Andy non dubita mai dell’innocenza del proprio figlio nonostante le prove che gli sono mostrate e cerca di scagionarlo portando le indagini altrove, Laurie inizia a vedere con occhi nuovi ogni ricordo che ha di Jacob. In mezzo a questi due binari opposti si situa l’interpretazione ambigua di Jaeden Martell e la narrazione orchestrata dallo showrunner Mark Bomback, entrambe desiderose di giocare con le menti degli spettatori fino all’ultimo istante, sfuggendo da risposte definitive o rifiutandole di principio.

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In questo tentativo di allontanarsi dalle domande del pubblico, Defending Jacob finisce per perdersi in una tela fatta di indizi fuorvianti, colpi di scena e idee sbrigative e poco interessanti (una parte del processo è incentrata sulla ricerca di una spiegazione genetica alle possibili tendenze omicide di Jacob, visto che il padre di Andy, interpretato da J.K. Simmons, ha dei trascorsi criminali). L’insieme sarebbe potuto essere comunque vincente se la miniserie non avesse deciso di trasporre le quattrocento pagine del libro in otto episodi: con questa struttura la tensione che la sceneggiatura di Mark Bomback vorrebbe creare è quasi totalmente persa, diluita in una messa in scena che concede  fin troppo respiro al pubblico. Se l’adattamento avesse preferito una forma filmica piuttosto che seriale, la storia sarebbe risultata più coinvolgente, grazie soprattutto all’assenza di quei tempi morti che risultano deleteri per il prodotto di AppleTv+.

Defending Jacob è un tentativo di portare un genere come il crime drama, caduto lentamente nel dimenticatoio (a favore di reinterpretazioni più coinvolgenti, vedasi l’esempio di American Crime Story), nell’era della Prestige TV. È un’operazione che si svolge principalmente sul piano attoriale, portando sullo schermo un cast principale di soli nomi celebri: Chris Evans (il Capitan America del Marvel Cinematic Universe), Michelle Dockery (Downton Abbey), Jaeden Martell (Game of Thrones), Cherry Jones (24, The Handmaid’s Tale), Pablo Schreiber (Orange is the New Black), Betty Gabriel (Get Out) e J.K. Simmons (Whiplash), seppur in un ruolo minore. Un altro passaggio di questa elevazione di una materia popolare è riscontrabile nella palette di colori molto tetri usata dal regista Morten Tyldum, che ricorda sul piano prettamente visivo prodotti come Ozark.

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Nonostante i tentativi di creare un grande drama con il marchio AppleTv+ (probabilmente frutto della speranza di partecipare alla prossima Award Season), Defending Jacob risulta giocare molto sul sicuro, sfruttando e assecondando le aspettative che si formano nella mente dello spettatore. L’unico rischio che si prende l’intera narrazione è in chiusura, dove decide di stravolgere l’intero finale del libro: peccato che proprio quel frangente sia stato l’aspetto più criticato dai fan della serie e dell’opera originale (interessante l’articolo a riguardo di Hollywood Reporter). Defending Jacob purtroppo finisce per essere la prova esemplare di come un buon cast e una storia sulla carta coinvolgente non bastino nel panorama seriale odierno.

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