#Top10Criterion: i 10 film preferiti di Wes Anderson

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Criterion Collection è un’azienda statunitense che immette sul mercato alcuni dei migliori prodotti home-video attualmente in circolazione, riesumando anche classici perduti o troppo poco considerati. In questa rubrica «Birdmen Magazine» traduce per voi le top 10 che una serie di grandi registi, attori e sceneggiatori hanno stilato per il sito di Criterion. Hanno potuto scegliere i loro film preferiti da un catalogo immenso. Ciascuna scelta è corredata da una nota, più o meno lunga. Oggi Wes Anderson presenta la sua lista di 10 favoriti.


QUI LE ALTRE TOP 10 DELLA RUBRICA.


I gioielli di Madame de… (1953), di Max Ophüls

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A detta di Wes, l’intervista alla scrittrice Louise de Vilmorin (autrice del romanzo da cui fu adattato il film) contenuta nel DVD de Gli orecchini di Madame de… è assolutamente divertente. L’autrice, continua il regista, «ti ipnotizza e incanta» come nessun’altro saprebbe fare, ma il pezzo forte arriva quando si mette a parlare del film di Ophüls, che, a suo dire, proprio un capolavoro non era. Di avviso contrario è Wes: per lui, la pellicola è davvero perfetta.


Au hasard Balthasar (1966), di Robert Bresson

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Del dvd del grande classico di Robert Bresson Wes ha apprezzato soprattutto l’inserto in cui figura il cirtico Donald Richie.  Inoltre, il regista è rimasto positivamente commosso dall’intensità con cui l’asino protagonista della pellicola era constretto a sopportare le angherie infglittegli. Wes però aggiunge che anche Mouchette, altro titolo della filmografia di Bresson, è un lavoro stupefacente, che non ci si stanca mai di vedere. Certo, precisa poi: «non è una cosa da tutti i giorni poter chiedere a Jean-Luc Godard di montare un tuo trailer.»


Porci, geishe e marinai (1961), di Shōhei Imamura

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Cronache entomologiche del Giappone (1963), di Shōhei Imamura

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Desiderio d’omicidio (1964), di Shōhei Imamura

Wes Anderson ha davvero apprezzato questa full immersion nel regista giapponese Shōei Imamura. Da La vendetta è mia fino a Porci, geishe e marinai, Wes è sicuro che ci sia sempre una lezione da imparare dai film del collega nipponico.

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Presa del potere da parte di Luigi XIV (1966), di Roberto Rossellini

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Film «meraviglioso, e molto strano», Wes confessa di aver scoperto la pellicola di Rossellini proprio tramite il catalogo Criterion. Non solo: aggiunge che, per quanto l’attore protagonista non risulti credibile nemmeno a un non-francese come lui, l’incanto cinematografico non viene spezzato. Una fine «inaspettata» è il perfetto corollario a quest’opera decisamente appassionante e intrigante.


La spia che venne dal freddo (1965), di Martin Ritt

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«Non avevo mai visto questo film prima», confessa Wes. È bellissimo, dice, e ancora di più perché corredato di un’intervista a John le Carré.  Come ammise lo scrittore britannico, il film di Martin Ritt è qualcosa di simile a un classico.


Gli amici di Eddie Coyle (1973), di Peter Yates

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Tutto ma, afferma Wes, non un film spensierato.


Asfalto che scotta (1960), di Claude Sautet

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Grande fan di Claude Sautet, Wes ha solo pollici in su per Asfalto che scotta. Altro titolo consigliato, sempre dello stesso regista: Un cuore in inverno.


L’enfance nue (1968), di Maurice Pialat

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Wes è entusiasta del film di Pialat, regista che ha conosciuto attraverso Ai nostri amori. Per Wes, ogni film di Pialat dovrebbe figurare nel catalogo Curzon.


Mishima: Una vita in quattro capitoli (1985), di Paul Schrader

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Un dvd incredibile, afferma Wes, specie per il commento e l’apparizione di Donald Richie che accompagnano il film. Appena terminata la visione, Wes ha subito fatto ripartire il film, guardandolo in compagnia di Schrader stesso. Altro consiglio tra la filmografia di Schrader? Per Wes, è Tuta blu.


L’angelo sterminatore (1962), di Luis Buñuel

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Girato dal suo eroe personale, Wes ha rivisto il film di Buñuel per la seconda volta proprio grazie a Curzon. Citando Mike Nichols, Wes afferma di pensare a Buñuel di continuo.


QUI ALTRI 150 FILM SCELTI DA 20 REGISTI PER CRITERION.


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