#PFF19 – CLAC!

English version below 

Per quest’edizione Birdmen è media-partner del Pentedattilo Film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge a Pentedattilo (Reggio Calabria) dal 19 al 22 settembre. Qui le nostre recensioni in anteprima. Una selezione di sei elementi della redazione comporrà la giuria per la Sezione Thriller. Leggi cosa è successo durante l’edizione precedente!


CLAC! (2017) è una storia di ordinaria follia famigliare condensata in venti esplosivi minuti. Il primo cortometraggio diretto dal giovane attore francese Fabien Ara è ambientato in un ristorante cinese, dove una famigliola borghese composta da una nonna inferma (Geneviève Emanuelli), una madre (Marie Boissard), un padre (Serge Barbagallo) e due figlie ormai adulte (Juliette Savary e Capucine Lespinas) si riunisce per una cena solo in apparenza tediosa. Tutto cambia quando la madre, avendo scoperto di essere affetta da Alzheimer, confessa apertamente il suo proposito di suicidarsi la sera stessa. La sequenza di apertura rivela da subito l’estetica pop che caratterizza l’intero corto: un piano sequenza alternativamente rallentato e velocizzato su un beat elettronico, split-screen che ci introduce i personaggi principali e titoli di testa che, nel mentre, fanno la loro comparsa.

Da qui in poi, tutto si gioca su dialoghi, interpretazioni e montaggio alternato; Ara si rivela abilissimo nel gestire i tempi di battuta per portare la situazione sempre più al limite tra il comico e il grottesco. La difficoltà nell’interfacciarsi con temi delicati quali quelli della malattia e del suicidio viene stemperata dall’assurdità del contesto; le fasi più concitate della discussione fra famigliari si svolgono tra le frequenti irruzioni di una scocciata cameriera in abito tradizionale e la festa di compleanno di uno degli altri avventori. Da spettatori ci troviamo dinanzi ad una situazione iperbolica e surreale, ma che al contempo ci interroga e ci spinge a mettere in discussione la banalità con cui affrontiamo i nostri quotidiani rapporti affettivi. Grande merito va dato a tutti gli attori, i quali sono il vero fulcro dei primi piani statici alternati che danno forma ad un confronto sempre più acceso. Le interpretazioni vanno di pari passo con il crescente ritmo emotivo e perciò sono fortemente espressive, a tratti quasi sopra le righe.

Lo scoppio della bolla di perbenismo e mal celata omertà di una tipica famiglia borghese, in realtà profondamente cinica e disfunzionale, è reso così in maniera plastica, tra segreti inconfessabili e antipatie personali che vengono alla luce. L’approcciarsi di un fato incombente ed inevitabile diventa l’occasione per abbandonare ogni freno ed elevarsi al di sopra delle ipocrisie ma anche delle più basilari regole di decenza morale: il padre non teme di confessare la sua preferenza per una figlia piuttosto che l’altra, una di esse può fare coming-out, la madre discute con una freddezza sfacciata il metodo migliore con cui si può far uccidere.
In questo caotico climax la figura della nonna affetta da demenza, capace soltanto di emettere dei flebili “clac” per comunicare, emerge come un ironico controcanto “sano” all’isteria generale.

Il disfacimento dei rapporti di facciata è completo, l’incomunicabilità rimane l’unica costante in gioco, cala il silenzio sull’intero locale. CLAC! è un piccolo dramma satirico-esistenziale, un tentativo sagace di dissezionare i rapporti famigliari che trova il suo compimento perfetto in una manciata di minuti, lasciandoci comunque desiderosi di vedere di più.

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CLAC! by Fabien Ara

With this edition Birdmen is media-partner of Pentedattilo Film Festival, the international short movie festival held in Pentedattilo (Reggio Calabria) from Sept. 19th to Sept. 22nd. Here is the preview of our reviews. Six of our editors will form the jury of the Thriller section. Read what’s happened last year!


CLAC! (2017) it’s a tale of ordinary family madness that takes place throughout twenty explosive minutes; it received the prize for the best short in the Territory On The Move section of the Pentedattilo Film Festival. The firtst short-film directed by the young French actor Fabien Ara is set in a chinese restaurant, where a middle-class family reunites to have an apparently boring dinner. Things will rapidly escalate as the mother(Marie Boissard) will tell her husband (Serge Barbagallo), daughters (Juliette Savary and Capucine Lespinas) and ill grandma (Geneviève Emanuelli) that she wants to end her life that very night since she has been diagnosed with Alzheimer. The opening sequence is revealing about the heavily pop-influenced esthetic of the piece: the opening titles roll by the screen while we see a long-take in both ralenty and fast-forward on an electronic beat, along with several split-screen shots that introduce the main characters.

From then on, everything flows naturally from the perfect combination of dialogues, acting and editing: Ara shows great skills in bringing every situation at the borderline between the comical and grotesque tone. The difficulty of discussing delicate themes like illness and suicide is overcome by the absurdity of the context: the most intense verbal exchanges are often interrupted by a grumpy waiter in a typical chinese dress or by another customer’s birthday party. We as spectators face an hyperbolic, surreal situation that can nevertheless make us question how trivially we engage in our daily relationships with our loved ones.
All the actors play a crucial role in the short, since they are in every static close-up of the heated argument that is taking place. Their style of acting is thus incredibly expressive and almost over-the-top at times.

The bubble of fake respectability and secrecy in the family explodes and untold secrets are told, thus revealing the disfunctional, cynical aspect of it all. The sense of impending doom makes all kind of hypocrisies and moral restraints disappear: one of the daugthers comes out as lesbian, the father admits his preference towards one of them, and the mother argues about the best way of dying with a blatant coldness. At the peak of this emotional climax the mentally-ill grandma, capable of communicating only with uncomprehensible sounds, seems the only, truly sane person among the hysterical madness taking place in the room.

Incommunicability triumphs and an annhilating silence falls on the restaurant. CLAC! can be seen as a small existential and satirical drama, a sagacious attempt to dissect relationships in a typical family, perfectly accomplished in itself but that leaves the spectator wanting more of its witty lines.

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